2009-02-07

la sindrome della rana lessata

In un pentolone pieno d'acqua fredda nuota tranquillamente una rana.
Il fuoco è acceso sotto la pentola, e presto l'acqua diventa tiepida. La rana trova questo piuttosto gradevole e continua a nuotare.
La temperatura continua a salire. Adesso l'acqua è calda, un po' più di quanto la rana non apprezzi. Ma tuttavia non si spaventa.
L'acqua ora è veramente calda. La rana comincia a trovare sgradevole ciò ma ormai si è indebolita, allora sopporta e non fa nulla.
La temperatura continua a salire fino al momento in cui la rana finisce semplicemente per lessarsi e morire.

Se la stessa rana fosse stata immersa
direttamente nell'acqua a 90°, sarebbe subito saltata fuori dal pentolone.

Quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta, sfugge alla coscienza e non suscita quasi alcuna reazione, nessuna opposizione.
Subiamo una lenta deriva alla quale ci abituiamo.
Un sacco di cose che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate, e ci disturbano solo leggermente, o ci lasciano decisamente indifferenti.
I peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all'integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si attuano lentamente con il silenzio delle vittime, ormai assuefatte. I foschi presagi annunciati per il futuro, anziché suscitare delle reazioni e delle misure preventive, non fanno che preparare psicologicamente il popolo ad accettare le nuove condizioni di vita.

Se non siamo come la rana, già mezzo cotti, diamo il colpo di zampa prima che sia troppo tardi.

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