2008-11-24

La tigre di carta

Un giorno, quando era già molto vecchio, il maestro O-nami ricevette la visita del famoso artista Kato, venuto a chiedere ospitalità presso il monastero per meditare e ricevere l’ispirazione per le sue prossime opere.

Di nobile famiglia e bell'aspetto, Kato era amato e rispettato in tutto il paese.
Egli eccelleva in molte discipline: la scrittura e la spada, la musica e la poesia.

Ma ciò in cui era davvero straordinario era l'origami. Tutti rimanevano estasiati nel veder prendere forma dalle sue mani oggetti meravigliosi e perfetti. Lui era fiero di questo.


Ogni volta che Kato terminava una creazione, i giovani del monastero andavano a chiamare il maestro per fargli ammirare il nuovo portento. Ma il vecchio O-nami dava solo una veloce occhiata senza dire niente, e poi se ne andava.

Così, ogni volta Kato si impegnava ancora di più per creare qualcosa di mai visto prima. Costruì così una farfalla, così delicata e leggiadra che sembrava pronta ad alzarsi in volo. Fece poi un cane, così bello e amabile che sembrava volesse scodinzolare felice al proprio padrone.

Ma sempre, nonostante il grande stupore degli altri, O-nami non sembrava apprezzare il suo lavoro.


Alla fine, Kato si chiuse nella sua stanza e lavorò per tre giorni e tre notti, e ne uscì con una enorme tigre di carta, così possente e feroce che pareva pronta ad assalire e sbranare la preda. Tutti i giovani discepoli si spaventarono moltissimo, e corsero urlando a chiamare il loro maestro perché vedesse quella terribile meraviglia.


Finalmente, il vecchio O-nami arrivò, e osservò la tigre a lungo.
Poi, in silenzio prese una brocca d’acqua e la rovesciò deciso sulla tigre. Quindi se ne ritornò via, senza dire una sola parola.


La spaventosa tigre era scomparsa, distrutta per sempre da acqua di fonte.

Nessun commento: