2008-09-17

aggiungi un posto a tavola...

...che c'è un amico in più !

A casa nostra però, non faremmo entrare nessuno che non conosciamo.
Per strada, poi, ogni "diverso" è potenzialmente un pericolo - sostenuti e rinforzati in questo anche dalla continua amplificazione mediatica che ne fa questo governo. Che poi, ancora una volta, siamo noi...

Davanti agli spazi immensi della rete (e comodamente chiusi nei nostri PC), invece - paf! - ci apriamo alla qualunque...

Partecipo, non so neanche io bene perchè, a vari social network.
Pare sia "in", che le aziende comincino a cercare persone anche e soprattutto attraverso questi canali...
Io che mi occupo di ICT non posso certo starne fuori !

[ In realtà, le uniche opportunità che mi sono venute da questi canali consistono in corsi e corsetti vari - immagino a pagamento - e in lavori straordinariamente ben pagati a fronte di 2-3 ore di lavoro comodo da casa. Mentre a me capita di dover lavorare pure il weekend. Ma sarò io, sarà il mio profilo - penso. E un po' ne soffro. ]

Appena entri, questi sistemi ti dicono per prima cosa chi è diventato amico di chi, e quanti amici ha adesso tizio o caio.

Bene.
Ma anche - 'sti cazzi ?

Ci sono persone, che vedo anche tutti i giorni, che non mi hanno mai salutato. E altre che onestamente frequento solo perchè devo. E che quindi non saluto.
Inserirle tra gli "amici" - anche se solo sul web - che senso ha?
...la parola "amico" ha ancora un senso?

O non si tratta piuttosto di una riproposizione telematica della sindrome del Marchese del Grillo, per cui "tu sei" in funzione di quanti conosci ?
Multilevel marketing applicato - alla vita ?
Meglio male accompagnati, che soli ?

Mi è capitato spesso di chiedere come qualcuno ha fatto conoscenza di un amico comune. "E chi è?", mi sento rispondere...

Avanti, allora! Che c'è posto.

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