2008-06-30

influenza dirigenziale

"mi spiace, non so se ci siano state delle interferenze..."
il che, dando per scontato che ci siano state, la dice lunga sul tuo peso in azienda...

maturità: prova orale


(da "Fortezza Bastiani", di Mellara & Rossi , 2002)

A questo giro, finalmente, gli unici strafalcioni che possono venir fuori sono quelli dei candidati.
Buona fortuna !

2008-06-29

la sicurezza è sorda alla coerenza


Intervista a Gian Carlo Caselli. Direi che c'è da riflettere.

Non necessariamente sul contenuto del Lodo Schifani-bis (sul quale comunque "qualche" preplessità è dovuta, tant'è che a Roma l'8 luglio alle 18 si terrà una manifestazione a Piazza Navona), quanto sul metodo con cui vengono propagandati questi messaggi, nella evidentemente fondata convinzione che che il popolo-televisore se la beva tranquillamente.
L'ultima parte del video è molto chiara a riguardo...

Le intercettazioni sono uno strumento investigativo per arrivare alla verità, e proteggere così i cittadini da azioni commesse a loro danno.
E' un misero popolo quello che si infiamma per la sicurezza-dai-rom, che accetta l'esercito nelle proprie città, che accetta la mistificazione delle schedature dei mimori come pratica per la loro protezione, e poi non si mobilita quando vengono proposte simili iniziative, che si rivolgeranno contro la propria sicurezza.

Un po' di coerenza, almeno da parte di noi cittadini!

il senso dell'ironia della tecnologia

"Google sa tutto di noi, e (volendo) potrebbe controllare le nostre vite!".
Così mi ripete spesso l'amico Stefano Epifani.

Da pigro incallito quale sono, ho sempre preso con leggerezza questo anatema, pensando celasse qualche recondito risentimento personale...
Pensavo che i rischi legati alla delega in bianco all'accesso alle proprie informazioni personali, potessero essere controbilanciati dagli innegabili vantaggi che la tecnologia di Google ci offre (e penso all'insostituibile
GoogleDesktop), o comunque limitati da una buona competenza informatica.


Beh, è venuto fuori che sbagliavo.

Ora, immaginate di star collaborando con una persona, e che però volete interrompere questa collaborazione perchè per voi non è più gratificante.

Come fareste?
Probabilmente, ne parlereste direttamente con questa persona.

Soprattutto visto che la relazione che vi lega è del tutto volontaria.
Soprattutto se siete corretti.

Ma diciamo che "non ve la sentite" di affrontare la cosa... e però confidate i vostri problemi a qualche vostro amico.

Si sa, gli amici sono fatti apposta per confidarsi...
Scrivete quindi a questo vostro amico una sentita mail, dove gli raccontate tutta la vostra versione dei fatti, e naturalmente gli chiedete il massimo riserbo (visto che l'amico in questione frequenta anche il primo soggetto).

Poi, finalmente !
La tanto agognata vacanza vi chiama - dovete partire! Che bello...
Ma per non perdere eventuali comunicazioni importanti, ecco che i servizi di Google vi si profilano innanzi con tutto il loro potere e le loro comodità: impostate un filtro per l'inoltro automatico della posta che riceverete durante la vostra assenza verso la prima persona. Stiamo parlando proprio di informatica dell'ubiquità!

Forse è stata la fretta.
Forse non siete poi così competenti come credevate.
Oppure la tecnologia non è poi così "fredda" come sembra, ed ha invece uno spiccato senso dell'ironia.
Fatto sta che il vostro amico - dopo tanto tempo - risponde a quella famosa mail, e risponde (correttamente) a voi.
Ma GMail, fedele e cieco, inoltra la mail... proprio a quello che non doveva sapere niente !!!
Che poi ero io...

E così, dopo le storie di amore che finiscono con un SMS, dopo i pettegolezzi amplificati dalle ICT, arriva un altro innovativo servizio mediato dalla tecnologia: il Break by Forward !

Caro Stefano, permettimi dunque di dissentire.
Mi sembra che la soluzione al problema della tutela dei propri dati non stia tanto nel cercare di "creare un sistema regolamentare che eviti che un Google possa utilizzare male i dati di cui dispone", quanto nel cercare di essere onesti e corretti. Con se stessi e con gli altri.

Purtroppo, per questo, non si è ancora trovata la tecnologia adeguata.

2008-06-25

Tesekkür Türkiye !

giob analisis (ovvero: quattro anni in manicomio...)

Ghe lavoro io fare?

Beh, mi baddere dasdini guadrati su sdrano bianoforde che non sona, e su delevisore in fronte a me spundare strane lettere, alle volte storte, alle volte grosse...

Dobo un bo' che io baddere, io rombere la minghia, allora bremere Invia - e qualcuno con sdrano nome (MeLePeSe) leggere e dare conferma, e dire "duddo bene - andare avandi".


Ogni dando affacciare qualcuno con roddure di minghia, tipo che uno che non gonosco ha sbaliato a baddere in suoi dasdini e in Guatemala è scoppiada una guerra, e allora chiedere a me di baddere veloce veloce in miei dasdini per dire a MeLePeSe che in realdà è tutto bono, che è secondo standard e che volevamo brobrio fare così, che ci sono dande obbordunità dietro di quesdo.
Allora lui dire "andare avandi che va bene".


Momendo più belo è quando ci sediamo duddi assieme per rito magico, seduto addorno a grande tavolo per giorno indero a dire che dande cose avevamo detto noi fare e però non c'è sdado dembo per farle, allora noi dire che da domani fare quelle e aldre che ci vengono in mende, tipo finire col Guatemala che dando ormai è fatta...

Poi sgambiare mantagne di garta con dandi numerini che ognuno meddere senza guardare che dasdini preme, e poi dire a duddi gli altri che ormai una promessa è una promessa, e dogga fare così come viene fuori da numerini, e lo deve fare uno che è sdado assente fino al giorno brima e non sa niende - gli aldri digono che lui è resbonsabile di quesda addividà, e lui fa finda di arrabbiarsi ma boi è condendo che c'ha impordande ruolo e si fa vedere in giro con erezione, e nessuno gli dice niende che deve fare per vedere se lui indovinare - ma lui non indovina e allora in Guatemala ricomincia guera, e uno di noi va a baddere tasdini per dire a MeLePeSe che forduna è quesda, che si abrono dande obbordunità bele bele che neanche stiamo a dirle per quando ce ne sono che non basdano duddi i dasdini che abbiamo per dirlo, e che quasi quasi lo facciamo anche in aldri bosti basta che lo digono che a noi ci fa biacere fare quesdo lavoro.

the voice is over

Si è spento ieri sera, mentre si trovava in Scozia per lavoro, Claudio Capone, una delle voci più conosciute della televisione e del cinema italiano.
Noto per aver prestato la voce a programmi notissimi come Superquark e Geo & Geo, ha curato anche il doppiaggio di alcuni importanti film.
Sua la voce di Luke Skywalker in Guerre Stellari, per intenderci.

Io l'ho conosciuto come speaker di una serie di LO per un corso di formazione a distanza per la PA. Appena cominciava a parlare, qualsiasi cavolata di uno storyboard diventava subito formazione. E la registrazione era buona alla prima...

2008-06-23

male accompagnati


nella mia stanza
per qualche giorno ancora
sono più che solo
perchè io non so parlarti
- e tu non vuoi.

2008-06-22

cereali che non nutrono

Ho ricevuto una segnalazione di un'altro (ultimo in ordine di tempo) dei corsi di Informatica realizzati in ambito pubblico.
Stavolta è il turno di M.A.I.S. - Moduli di Auto-apprendimento per l'Informatica Studenti.
Alcune considerazioni veloci e in ordine sparso:

:: il nome del progetto è inquietante.
Sono ancora tra quelli che pensano che la sostanza sia più importante della forma, e tuttavia anche questi aspetti devono essere presi in considerazione: mi domando quale prima impressione si possa fare un utente di fronte a nomi simili...

Tra l'altro, mi comando anche che cosa si intenda per "comunicazione pubblica" se questi sono i risultati che produce.

:: la modalità di presentazione dei contenuti (il layout dei contenuti, la shell del corso), nella versione FLASH, è davvero triste.

Ora, mi rendo ben conto che realizzare dei corsi accattivanti sotto il piano estetico richiede un notevole impegno economico, e sono quindi lieto di constatare che le risorse pubbliche non siano state spese su inutili "effetti speciali". Tuttavia, il design dell'interfaccia di uno strumento, come ci insegna Norman, ha dei precisi effetti sull'utilizzo che un utente farà di quello strumento, e sul piacere che avrà ad usarlo.
E comunque, anche le modalità di navigazione dei contenuti è mal progettata.
Va bene che è gratis ma...


:: l'annoso problema dell'accessibilità dei corsi è stato "risolto" con la classica soluzione della doppia versione (in FLASH per i "normodotati", in HTML per "disabili").
Ma anche su questo aspetto, questi corsi sono nati già "vecchi", perchè questa (comoda) soluzione è stata fortemente deprecata dallo stesso MIT.
E' vero che una soluzione concreta a questi problemi non è dietro l'angolo. I vincoli posti sono davvero tanti, ma soprattutto sarà necessario cambiare la mentalità con cui siti e corsi on-line verranno prodotti: sarà necessario pensare con la sola testa e non "con gli occhi". E magari sorbirsi anche i terribili emulatori vocali per testare i risultati

:: Ma le note più dolenti riguardano il livello di approfondimento dei contenuti. Ancora e sempre, un livello base. Viene da chiedersi se si arriverà mai a corsi rivolti ad un uso più smaliziato dell'office automation...
Tra l'altro, avendo visto anche altre iniziative analoghe (tutte mirate all'alfabetizzazione informatica), nascono dei dubbi sul successo di queste iniziative, almeno in ambito pubblico. Qualcuno nella PA ha mai fruito con successo dei corsi realizzati finora? Oppure tali corsi sono stati finora di qualità così bassa da doverli rifare continuamente?

:: E infine, proprio il fatto che ogni Ministero (per non dire ogni singolo ente!) sviluppi i propri corsi di informatica, sostanzialmente ognuno la replica dell'altro, getta una tetra luce sulle strategie di sinergia ed economia all'interno della PA, strategie peraltro sbandierate spesso nei convengi degli ultimi anni.
E' curioso (ma in fondo, neanche poi tanto) che la "riusabilità" dei corsi venga intesa sempre come un requisito tecnico per la produzione dei corsi, piuttosto che una criticità gestionale per gli enti che li commissionano. Una volta realizzate, queste "risorse informative" dovrebbero essere diffuse attivamente, rese disponibili anche ad altre amministrazioni, "messe in rete" davvero - non solo "pubblicate"
Ma temo che questa forma di "miopia" nella PA nasconda anche alcuni interessi meno limpidi di quanto si voglia ammettere (di visibilità, di impegni di spesa, di rivalità non confessate...), e che ci si trovi ancora in un contesto fatto di isole non comunicanti.

E' questo il vero problema, secondo me, che ha vincolato finora la penetrazione dell'office automation nei processi organizzativi: pensare che gli strumenti informatici siano solo un modo più veloce per fare le stesse cose, mentre essi richiedono un modo nuovo di pensare ai processi dell'organizzazione stessa.
Da questo punto di vista, i tagli alla spesa pubblica (che peraltro ormai sono arrivati a grattare il fondo del barile) rischiano di essere solo uno stimolo (per quanto doloroso, e quindi a suo modo ...efficace) per un cambiamento di mentalità, cambiamento che a questo punto dovrebbe essere affrontato direttamente.

2008-06-21

sicurezza, italian way



Aveva abbandonato per qualche minuto il suo posto e si era fatto temporaneamente sostituire nel suo lavoro di bagnino da una bambola gonfiabile con tanto di maglietta rossa e fischietto in bocca...



2008-06-20

il web 2.0 e il paesello mediatico

C'è chi mi chiede il perchè del nome di questo blog.

Dovrebbe essere chiaro.
Le ICT - e il mitologico "web 2.0" - sono strumenti, cioè (come ci dice J. S. Bruner) amplificatori di caratteristiche umane.

Che sono ancora quelle degli omìnidi che attorno al fuoco si raccontano storie. E se non le hanno - le inventano.

Anzi, dal villaggio globale siamo tornati direttamente al paesello massmediologico, con la vecchia pettegola che sbircia da dietro le tende la vita sulla strada (da altri vissuta) e poi ne sparla con altre pettegole inacidite.

Le polemiche furibonde su chi sia un blogger e chi no, su chi lo sia di più, cosa sono in fondo? E forum che esplodono per qualsiasi "boatos" emerga dalla rete?

Qualche tempo fa io, ad esempio, ho postato di aver scritto le mie dimissioni. Scritto, non presentato...
Qualcuno tra i miei "colleghi" ha letto il post, naturalmente senza commentarlo (è pure un lurker!) ma ovviamente ne ha parlato vis-à-vis a qualcun altro... e così via, fino a quando non è diventato un "fatto".
E così, in ufficio ogni tanto mi sento dire "ma non ti eri licenziato?"
Mentre altri colleghi, che hanno dichiarato di persona e pubblicamente di andarsene con sdegno, le hanno poi ritirate.
Anzi, no - sono cambiate le condizioni. Suona meglio...
Siamo andati sulla luna. Viviamo mondi virtuali, iper-reali. Produciamo e condividiamo conoscenza.
Ma sempre ciacolando...

2008-06-19

paz

Dal 26 maggio al primo luglio, alla galleria A.A.M. - Architettura Arte Moderna, in via dei Banchi Vecchi 61, sarà visitabile la mostra omaggio ad Andrea Pazienza che espone una selezionata raccolta di opere e disegni originali nonché un album di quindici fogli, che racconta una storia compiuta dal titolo “L’ulcera”.
La mostra realizzata in occasione del ventennale della scomparsa del grande artista (avvenuta il 15 giugno 1988), vuole ripercorrere i primi anni della formazione di Andrea Pazienza, a Pescara, prima del suo precoce decollo come autore a partire della sua esperienza al Dams di Bologna.