2008-05-12

voglio coerenza !

Fuori dal coro come sempre, Antonio Di Pietro ha difeso sul suo sito l'intervento di Travaglio.

"Esprimo solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti. Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all’altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato."

Ma la vera, grave colpa di Travaglio è aver parlato "senza contraddittorio".

Osservare a questo proposito che un giornalista che racconta episodi precisi e circostanziati non ha bisogno di alcun contraddittorio, e che esistono strumenti specifici per tutelare la propria fedina penale e immagine da eventuali calunnie o diffamazioni, significa non aver capito il vero nodo della questione.

In un paesello a democrazia televisiva, dove è vero solo quello che viene detto in TV, è fondamentale essere presenti in studio per ribattere immediatamente.
Anche, o preferibilmente, con invettive.

Allora, visto che è questo quello che il paese vuole (se non altro, perchè lo tollera ed ha dimostrato preferenza per chi difende questa visione dei rapporti civili), resta solo da perfezionare il meccanismo.

Alcune proposte:
  • vietare il "Padre nostro", in quanto si formulano delle richieste ("rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori") a chi non è presente per controbattere;
  • risolvere automaticamente i processi in contumacia con una "assoluzione perchè l'imputato non può controbattere"
  • abolire la profesione di giornalista, in quanto impossibilitata a esprimere opinioni o riportare fatti senza in coltraltare di persone e fatti.

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