2008-05-17

pensiero stupendo

Il neo ministro dell'Innovazione e della Funzione Pubblica Renato Brunetta, "professore bravo" (e modesto, a quanto pare) "che da trent'anni studia queste questioni", ha preso netta posizione contro i fannulloni della pubblica amministrazione.

Vanno semplicemente licenziati.

"Il sistema pubblico deve essere equiparato a quello privato premiando chi lavora bene e licenziando chi non lo fa. Bisogna puntare sugli incentivi come accade nelle aziende private". [Fonte: Repubblica.it]

A parte l'adozione da destra di un vecchio slogan della sinistra extraparlamentare ("Colpirne uno per educarne cento") che mi lascia interdetto, si tratta di una splendida idea.

Resta da capire SE verrà realizzata, e COME.

Intanto, la forma di rapporto contrattuale non è irrilevante. Anche nella PA abbondano gli atipici, i "consulenti" (che ipocrisia) che nonostante finiscano per fare le stesse cose dei dipendenti, e con gli stessi orari, pure non hanno l'obbligo della presenza. Io, ad esempio, entro tardi in ufficio...

Un'altra questione, più sottile, è questa: "Il vero problema non sono i 10-20 minuti per parcheggiare, potrei passare sei ore senza lavorare e nessuno mi direbbe niente".
Già...
Tra attività ad alto tasso burocratico, attività senza obiettivi, e attività senza strumenti, anche i più volenterosi finiscono nel pantano dell'immobilismo.
E in un contesto senza sistema premiante, dove la comunicazione è usata come forma il potere, dove viene apprezzata (e talvolta chiesta esplicitamente) la logica dell'adempimento piuttosto che quella del compito, la motivazione crolla.

Licenziamo i fannulloni.
Ma prima vediamo di capire come mai lo sono diventati, e nel caso licenziamo i loro dirigenti.

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