2008-05-17

magicabula

Tra i grandi obiettivi del Ministero della Funzione Pubblica e Innovazione c'è anche la digitalizzazione burocratica, con l'azzeramento dell'uso della carta.

Anche la scuola è oggetto di questo piano strategico: le pagelle scolastiche, secondo il ministro, "dovranno essere lette su internet".
Il tutto, entro un anno e mezzo, al massimo due.

Anche qui, bello il proclama.
Come però da questo si possa passare a realtà, non è spiegato.
Ma non mancano i problemi.

Su quale piattaforma tecnologica dovrebbero essere inseriti i dati?
Logica vorrebbe che ci venissero stabiliti degli standard comuni, ma grazie all’autonomia scolastica, ogni scuola può predisporre i documenti di valutazione nella forma più opportuna. Con ovvi problemi di interscambiabilità dei dati.
(il CNIPA sta lavorando da anni ad una rete federale per la connessione dell’intera PA, centrale, regionale e locale...)


C'è poi un evidente problema di privacy, e di sicurezza dei dati in generale.
Se la carta sparisce, e l'unico documento che resta è elettronico, il sistema che li gestisce deve essere sicuro ed affidabile.
(Nella stessa Funzione Pubblica, al termine di una procedura d'acquisto svolta in forma telematica - il cosiddetto eprocurement - almeno fino al 2006 venivano stampate le distinte dell'atto, per poterle poi protocollare...)


C’è poi il problema dell’inserimento dei dati relativi a ciascun alunno, operazione particolarmente onerosa soprattutto nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, con migliaia di alunni e con l'inserimento per ciascun alunno di una dozzina di giudizi due-tre volte all’anno.
Chi lo fa? I professori? Gli amministrativi?
(Nel 2003 andavo in giro per le scuole superiori a fare corsi di informatica al personale docente, e ho visto gente prendere il mouse in modo che mai avrei immaginato...)

Però ci dicono che l'iniziativa è "figa", perchè ricalca la decisione del governo inglese dello scorso gennaio: entro il 2010, i voti di tutti gli alunni di Sua Maestà saranno online.

Ma la Gran Bretagna non è l'Italia.
Stiamo parlando di uno dei paesi europei con il maggior numero di connessioni Internet a banda larga, dove si calcola che entro pochi anni la stragrande maggioranza della popolazione comunicherà, pagherà le bollette e per l'appunto leggerà la pagella dei figli collegandosi alla rete.
E in ogni caso, il progetto prevede iniziative speciali per le famiglie a più basso reddito, per assicurarsi che tutti possano disporre di un computer e di un allacciamento a Internet, o perlomeno della possibilità di consultare regolarmente il web, in maniera che nessuno sia escluso dalla possibilità di ricevere la "pagella on line". Le comunicazioni avverranno quindi anche tramite email e all'occorrenza anche tramite sms telefonici.

Per questo, , due anni bastano per realizzare il progetto.
Da noi stiamo ancora a "caro amico..."

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