2008-03-31

teoria dell'apprendimento

"Noi impariamo un po' percento di quello che vediamo"

2008-03-22

011

Sono tornato a Torino, città per la quale provo sempre una grande simpatia.
L'aria frizzantina, i portici, il caffè Fiorio, la fetta di polenta, e quella cordialità composta della gente...

Ma il ricordo più vivido della giornata resta un simpatico vecchietto, caratterizzato dalla sovrana indifferenza per la pulizia della propria auto, e una stupefatta curiosità per i misteri della frizione e del cambio.

Il mio tassista, con il quale ho proceduto zigzagando - in seconda - fino all'aereoporto...

2008-03-21

ode al Lupo Solitario


- 10 -
Stai sudando, e le gambe ti dolgono.
Poco lontano vedi un gruppo di capanne.

Se vuoi entrare per riposarti, vai al 115.
Se vuoi proseguire, vai all'83.
-

Qualche tempo fa ho ripreso un vecchio "libro game", su cui a suo tempo
ho passato notti insonni - come molti altri ragazzi della mia generazione.

I
n questi libri il protagonista era il lettore, che "sceglieva" la trama saltando da un paragrafo numerato all'altro.

A suo tempo (il primo titolo della serie uscì nel 1984) fu un successo enorme (nel 1986 vinse il Premio Selezione Bancarellino). Era un'epoca preistorica per le IT - allora senza neanche le "C".

Resta comunque impressionante notare come in un prodotto ludico, destinato ad un pubblico di giovanissimi, fossero già presenti praticamente tutti gli elementi di un attuale sistema di e-l:
- una routine di profilazione iniziale, che definiva chi eri e cosa potevi fare;
- una vera struttura ipertestuale; (i ccdd
- delle regole di navigation & sequencing, che regolava la successione degli assett in funzione delle scelte dell'utente;
- un obiettivo finale che travalicava le semplice fruizione di tutti gli assett previsti (Qui c'era da diventare Maestro delle Arti Ramas, mica pippe !)

Roba piuttosto rara, ancora oggi, in molti corsi elearning...

E tutto questo sviluppato, con una tecnologia "chiusa" e monomediale come quella del libro, a lampante dimostrazione che sono le idee e non la tecnologia a fare un buon prodotto!

E, giusto per stravincere: l'edizione originale era pure in carta riciclata (siamo nel 1984 !). Un caso di riuso ante litteram?

2008-03-20

anzi, basta - e stop.

Ieri ho scritto le mie dimissioni.

Non è stato facile. Nè liberatorio.
Non volendo rinunciare a spiegarne le motivazioni, ho dovuto ripercorrere 4 anni di lavoro (precario, a dispetto della stabilizzazione di cui pure tanto si blatera da me), anni durante i quali ho assistito alla negazione di tutti i principi teorici sull'organizzazione del lavoro e sulla gestione risorse umane.

Ho creduto, negli anni, di poter riuscire a eliminare, poi contenere, infine ignorare, le conseguenze devastanti di una organizzazione policefala.
Ho sperato che venisse premiata, poi accettata, infine almeno tollerata la competenza - o quanto meno l'impegno.
C'ho creduto, perchè in questo avevo bisogno di credere.
Ma non è possibile tenere gli occhi chiusi troppo a lungo.

E devo prendere atto che i giochi delle appartenenze, la logica del compito, la strategia dell'urgenza, e le dinamiche affettive quali uniche leve gestionali hanno vinto.

Non ci sono obiettivi da raggiungere, ogni più piccola azione deve essere sottoposta al vaglio di persone che usano criteri di valutazione idiosincrasici e che non sono a conoscenza (nè vogliono esserlo) delle attività su si viene coinvolti, l'apparato burocratico pretende di mappare puntigliosamente le attività assegnate formalmente nonostante queste siano molto diverse da quelle effettivamente svolte...

E io devo andarmene, perchè mi sono fatto un sacco di nemici tentando di affrontare queste cose, rinunciando a lamentarmene soltanto come altri.
Mi arrendo.

2008-03-19

basta autocoscienza!

Comprare dei bignè.
Accorgersi che i "dolci" costituiscono parte integrante della tua dieta da almeno una settimana.
Capire uno dei significati concreti del luogo comune "carenza d'affetto".


E così, sono riuscito nel capolavoro di mangiare dei dolcetti strozzando le lacrime...

il senso dell'ironia della tecnologia /2


Avevo risposto all'invito ad andare a vedere "tutti i numeri del sesso", stringato come un qualsiasi SMS di servizio.


"Sesso? Volentieri."

Credevo di aver risposto.

Invece il messaggio è rimasto nei messaggi in partenza, ed è partito oggi, mentre in realtà cercavo di cancellarlo.


Un altro caso in cui la tecnologia dice molte più cose di quante non riescano a fare le persone...

2008-03-17

tutti i numeri del desiderio

Ieri ho visto "Tutti i numeri del sesso".

Film ignobile, basato su quasi tutti i sogni proibiti (ma diffusissimi) maschili - tipo la "conversione" di lesbiche ecc, pulmini di verginelle...

Un American Pie senza la novità, e senza la leggerezza di un film per adolescenti. Condito da alcune battute davvero di cattivo gusto. Infame.

Ma la persona con cui l'ho visto vale questo prezzo, e ben altri.
Per più di due ore mi sono nutrito della sua presenza solare, al mio fianco... chiedendomi se quello che sentivo fosse reale o solo un frutto psicotico dei miei desideri... studiando occasioni per creare situazioni "funny and cocky"... cercando di prolungare il tempo passato insieme il più a lungo possibile...

Insomma, 'sto film non l'ho visto proprio bene, ecco...

2008-03-15

una storia italiana

Il prof. Alberto Burchielli, sorpreso e ferito, ci tiene a precisare:

"è uno scherzo dei ragazzi, non è che sia niente di
particolare...ho fumato una sigaretta in classe, perchè la palestra era chiusa. Non si dovrebbe fumare in classe."


Naturalmente, ha omesso di precisare che questo vale solo per gli altri.
Ad ogni modo, lui non ci sta:
"Tutti mi sono solidali. Sono io che la sto prendendo male, perchè non sono abituato."

A cosa? A sentirsi dare del cretino? Ma può ben stare tranquillo, siamo in Italia: non succederà niente. Tra poco al massimo, gli offriranno una comparsata a un reality show...

2008-03-14

magistra vitae

Un insegnante di educazione fisica aspira avido qualche boccata davanti agli alunni divertiti, mentre lo riprendono con i videofonini.

[Fonte:
Repubblica.it]

Si dice fosse una canna. Lui smentisce.
Chissenefrega. Il punto è un altro.

"Nelle scuole è vietato fumare. Se poi si fosse trattato davvero di una canna, figuriamoci!" (Giuseppe Fioroni, Ministro dell'Istruzione)


Forse questo genio non sarà proprio "il meglio", come lo considerano i suoi alunni. Di certo, è un ottimo rappresentante di un certo modo di pensare. E un ottimo maestro di (quello stile di) vita.
Ecco infatti la sua emblematica versione dei fatti:

"Quella mattina la palestra era occupata. Siamo rimasti in
classe. Così mi hanno fatto lo scherzo di farmi fumare quella grossa sigaretta."
Poverello...
Domani mattina vado a rubare in un negozio.
Purtroppo, si tratterà di uno scherzo che mi avranno fatto fare, per cui non ne sarò responsabile...

Benvenuti in Italia.

meno male...

Secondo monsignor Gianfranco Ravasi:

«Anche la bestemmia, come conferma il libro di Giobbe, è una forma di preghiera. Esprime un'istanza metafisica, tipica della preghiera degli atei, nel limite e nella solitudine: è una forma di superamento del limite imposta dall'impotenza che l'uomo avverte per sé».
[Fonte: Wikipedia]

partenza di slancio

Stamattina la donna delle pulizie mi dice che ha trovato un altro lavoro e che non verrà più. Gran bel risveglio...


Un'altra donna che mi lascia.

Stavolta, però, qualcosa mi resterà !

Lo sporco.

2008-03-13

l'ultima sul precariato

Il pupazzo ha proprio ragione.
Anzi, io mi candido ad ingravidare le sue due figlie, Barbara ed Eleonora.
Poi assicurerò nozze riparatrici. Ci mancherebbe!
Mi auguro anzi si uniscano alla coda tutti i precari maschi...
Avanti, c'è posto !

...ma questo ometto non muore mai?

buongiorno!

anche il mio gatto faceva così... mazza a parte...

2008-03-12

Persepolis

Fumetto commovente, film delizioso.
Con che grazia Marjane Satrapi sa raccontare della libertà e dell'identità.
Da vedere e far vedere.

2008-03-11

c'è la vita dentro !

Il sacerdote è rimasto per qualche minuto a parlare con i ragazzini, con le mani appoggiate a quella bara che sembrava quasi un pulpito.

Alla fine, tra lo sconcerto generale, ha alzato il coperchio della cassa, lo ha appoggiato sui gradini dell'altare e ha estratto dalla bara un vaso di fiori.
Lo ha mostrati ai fedeli, dicendo: «Dentro a questa bara c'è la vita».
Nella domenica in cui il Vangelo parlava della resurrezione di Lazzaro, dunque, il parroco di Cinto ha scelto uno dei simboli della morte per parlare della vita. E ha aggiunto, indicando quella bara aperta: «Prima o dopo, grandi o piccoli, finiremo qui dentro». «Non si deve riflettere sul valore della vita solo quando si va a un funerale - ha spiegato al termine della messa - dobbiamo farlo ogni giorno».

Indubbiamente, don Gianluca è riuscito a far riflettere i suoi fedeli, che se ne sono andati sbalorditi, stringendo i loro piccoli.
[Fonte: Repubblica.it]

E facendo gli scongiuri...

2008-03-10

verbi per apprendere /2

Nell'ambito della formazione, oltre ad insegnare e imparare (oggetto di un altro post), ci sono altri due verbi sotto i riflettori.

Come noto, Formare significa "creare una forma". Azione che si presenta come speculare all'imparare, che è propria discente.

Questo è un termine che sento "appropriato". Anche all'interno dei contesti scolastici, dove invece predomina l'insegnare.
Ma è appropriato solo se non ci si dimentica, appunto, che si lavora su un'altra persona, e sulle "cose" che ha "dentro". E che si può ottenere un risultato solo con la collaborazione di quest'ultimo. Invece, talvolta, questo aspetto viene un po' perso per strada...

Ma il termine inquietante è Apprendere.

Termine così centrale nella formazione e nell'insegnamento, eppure così sbagliato! L'azione di apprendere si pone, mi pare, "a metà strada" tra chi eroga dei contenuti e chi, appunto, deve essere capace di prendere, e trattenere, gli elementi che gli vengono offerti.
Ma il cuore della formazione non è tanto questo, quanto l'Imparare, cioè il disporre dentro di sè quegli elementi - farne cosa propria.

Questa pedanteria nominalistica vuole giungere proprio a questo punto.
La Valutazione dell'Apprendimento, per sua definizione, è poco rilevante.

E' forse coerente che la si effettui, per lo più, mediante prove del tipo quiz (più o meno raffinate). Ma quello che si può ottenere è soltanto quanto le "cose" apprese siano "a portata di mano"

I risultati della formazione dovrebbero essere valutati in termini di "Imparamento", quanto cioè quelle cose si sono armonizzate all'interno della mente dei soggetti. Per far questo, mi pare pià utile ricorrere a prove "aperte" e "produttive" (come relazioni, tesine, ricerche, confronti con gli altri partecipanti, ...), unite a delle
analisi degli errori e delle regole che li hanno generati (così come generano le risposte giuste). Inutile dire che sono prove di valutazione molto più impegnative, soprattutto per chi le deve valutare!

Oddio, il termine imparamento è francamente orrendo... :-S

Anche per questo, va benissimo continuare a chiamare le cose con un nome poco appropriato ma consolidato: valutazione dell'apprendimento.
...Purchè si sappia cosa stiamo cercando di valutare.

2008-03-08

festa della donna


ma di 'sti diritti delle donne, ne vogliamo riparlare?

2008-03-05

Parco Sempione

Adoro gli EelST, un gruppo dalle infinite capacità tecniche ed espressive. Quando poi si unisce il grande Maccio per il loro nuovo video, il capolavoro è assicurato...

verbi per apprendere /1


"Non mi chiedermi di coniugare i verbi, non li so.
Se li avrei saputi, mo' te li imparavo."

Da quando mi sono trasferito a Roma, questa confusione tra imparare e insegnare mi ha sempre incusiosito. La spiegazione che mi sono dato, incentrata sul concetto di "responsabilità", mi pare interessante e ve la propongo.

:: Insegnare indica l'apposizione di un segno dentro qualcuno (diverso da sè). E' un atto di imperio, per il quale infatti è necessaria una qualche forma di investitura o di mandato sociale (lo status di insegnante, oppure una commessa per una docenza). La responsabilità dell'azione sta su chi insegna.

:: Imparare indica invece un'azione di allestimento, di disposizione interna di elementi cognitivi (conoscenze,relazioni, ...). La responsabilità di questa azione, in definitiva, sta su chi organizza al proprio interno gli elementi a propria disposizione.

Tra l'altro, questa differenza rende ragione del perchè ad un'energica azione di "insegnamento" di uno possa non corrispondere un buon risultato didattico nella mente dell'altro...

"Essere imparato" mi sembra allora alludere ad una fuga dalle proprie reponsabilità, un disconoscimento del proprio coinvolgimento in quel complesso gioco che chiamiamo formazione.

Forse l'origine di questa curiosa confusione va cercata nell'affascinante fatalismo di questa città, da sempre al centro del mondo eppure da secoli ostaggio della compresenza, spesso commista, tra i poteri della Chiesa e dello Stato (i romani spesso non sono attori delle proprie azioni, gli càpitano...).

Forse va cercata nella Scuola, con la sua forte investitura istituzionale sul momento di insegnamento e un altrettanto forte orientamento verso il momento valutativo - espresso intermini di "imparamento" effettuato dagli studenti.

I ragazzi sono oggetto (passivo, almeno a livello istituzionale) di operazioni di travaso di conoscenze nella loro mente, di cui però si chiede loro di esserne responsabili. Naturale allora che tendano a divincolarsi da questa situazione paradossale!

il (mio) vincitore di sanremo

canzone imperfetta, piena di spunti non risolti...
interpretazione incerta, imbarazzata...
come noi, come la vita.

2008-03-04

è una scelta?








i desideri sono sogni...

Ariete
"Qual è il contrario di uscire di testa? Chiamiamolo "entrare di testa". Credo che tu ti stia avvicinando a questo stato, Ariete. Avrai infatti a disposizione tutta l'intensità di un attacco isterico, che ti permetterà di esprimerti in modo sorprendentemente aggraziato. Il tempo sembrerà dilatarsi mentre scivolerai verso una sensazione di totale relax che ti porterà a intuizioni esuberanti e utili."

Capricorno
"Spesso la verità ha bisogno di essere avvolta in una grande illusione", scrive l'esperta di medicina olistica Caroline Myss. "La proteggerai dal suo portatore". La prossima settimana devi sfoltire le illusioni che nascondono una verità preziosa da cui ti stai difendendo. Il momento in cui riuscirai ad affrontare la verità si avvicina, ma non sei ancora pronto. Ti consiglio, perciò, di mantenere un pizzico d'illusione che faccia da cuscinetto. Sarà meglio che la rivelazione sconvolgente arrivi in modo graduale"

Io c'ho visto uno spiraglio... E pensare che neanche ci credo, agli oroscopi !!!!

il paese di Dorian Gray

Se Berlusconi lasciasse perdere i lifting e i trapianti, avrebbe ora l'aspetto di un signore di 72 anni con radi capelli candidi e il viso segnato dall'età...

L'Italia, come l'uomo in cui crede da 15 anni, è afflitta da una specie di sindrome di Dorian Gray.

Siamo un paese anziano che ama dare di sè un'immagine giovane. In questo modo si sommano i difetti e non i pregi dell'età. Non la saggezza o l'esperienza, ma neppure il coraggio del futuro.

La paura che percorre la società italiana è tipicamente senile. Non è un sentimento motivato da dati reali, ma semplicemente paura del nuovo.

Si preferisce morire di gas di scarico piuttosto che introdurre un elemento nuovo nel paesaggio urbano. Ha più successo l'idea di costruire ora le centrali nucleati rifiutate trent'anni fa e che sarebbero operative tra quindici.

Nel paese di Dorian Gray la colpa però è sempre degli altri, dei politici, della classe dirigente vecchia e gerontocratica....

[Curzio Maltese, contromano]

quello delle opinioni ce l'ho


Vorrei solo avere il coraggio delle mie emozioni.

2008-03-03

il telefono, la sua voce...

Dice che i bloggers siano insorti contro Gugol per il suo festeggiamento dell'anniversario della nascita di Graham Bell (03/03/1847).


Il motore di ricerca sembra cosi' sancire la discussa attribuzione dell'invenzione del telefono a Bell e non all'italiano Antonio Meucci, di cui quest'anno ricorre il bicentenario. La cosa ha scatenato le ire dei bloggers i quali ricordano che il congresso Usa nel 2002 attribuì ufficialmente a Meucci l'invenzione.

[Ansa]

Io non sono d'accordo. Mica è colpa degli altri, se noi siamo il paese del "vorrei ma non so farlo". Anzi, il paese di Dorian Gray...

Il Web 2 0 a supporto dei processi decisionali inclusivi

Le esperienze di democrazia partecipativa si fanno sempre più numerose anche in Italia.
Tuttavia permangono numerose perplessità e critiche in merito alla sua legittimità ed efficacia.

Un contributo al superamento di questa situazione può venire dall'adozione di strumenti ICT e di quell’insieme di approcci e servizi che viene definito “Web 2.0”...

L'articolo completo è consultabile qui.

ma come magnano?

L'ente del turismo del Marocco sta studiando una piattaforma e-learning dedicata alle agenzie di viaggi,

"con l’obiettivo di stimolare l’interattività tra l’Ente Nazionale del Turismo Marocco ed il canale retail e la possibilità di implementare azioni di crm”,

ha dichiarato Jazia Santissi, direttrice Italia dell’ente nazionale per il Turismo.

...io comincerei piuttosto a cambiare strategia di comunicazione.

Tra l'altro, andate qui (www.ambasciatadelmarocco.it/), e praparatevi ad una esperienza davvero unica (almeno, con IE 6)

per il buon Ferrara


Torna un genio, e cita un altro genio:
"Ferrara stava in una vasca, una confusione..."

ne tira più uno che 100 link...

2008-03-02

ecce minus habens

Tanto per inquadrare meglio il personaggio Frattini...

Il Parlamento europeo ha approvato oggi [15/11/2007] la risoluzione comune di Pse, Liberaldemocratici, Verdi e Sinistra europea sulla libera circolazione delle persone nella Ue, contenente la critica al vicepresidente della commissione Ue Franco Frattini per alcune sue dichiarazioni alla stampa.

Frattini sottolineava che rispondere al problema sicurezza
«è semplice: si va in un campo nomadi a Roma, ad esempio sulla Cristoforo Colombo, e a chi sta lì si chiede "tu di che vivi?". Se quello risponde "non lo so", lo si prende e lo si rimanda in Romania. Così funziona la direttiva europea. Semplice e senza scampo».
Strasburgo ha deciso che le affermazioni rilasciate alla stampa da Frattini «sono contrarie allo spirito della direttiva» Ue sulla libera circolazione dei cittadini.
[Fonte: Corriere.it]

L'idea, non solo è un plagio dal film "Ecce Bombo" (Moretti, 1978), ma spicca pure per la sua ottusità.
La domanda che farei a questo omino non è tanto "cosa fai?" ma "perchè lo fai?"

caccia alle streghe 2.0

Ripubblico qui un post del settembre 2007. Tanto, certe cose non passano mai di moda...

In un'intervista alla Reuters alla vigilia dell'anniversario dell'11 settembre, il commissario europeo per la Sicurezza, Franco Frattini, aveva anticipato un pacchetto di proposte antiterrorismo da presentare agli stati membri dell'Unione europea all'inizio di novembre.

"Intendo portare avanti un esercizio di esplorazione con il settore privato su come sia possibile usare la tecnologia per evitare che la gente usi o cerchi parole pericolose come bomba, uccidere, genocidio o terrorismo"
Peter Fleischer, global privacy counsel di Google, ha bocciato in questi termini la proposta:
"Ci sono tante ragioni per le quali una persona potrebbe cercare su internet una parola come "genocidio", ad esempio a scopo educativo".
Secondo Fleischer, il problema sarebbe piuttosto impedire che alcune informazioni, come le istruzioni per costruire una bomba, vengano pubblicate.

"Francamente", è stata la risposta dell'illuminato Frattini, "istruire le persone a creare una bomba non ha niente a che fare con la libertà di espressione, o con la libertà di informare la gente. Il giusto equilibrio, secondo me, è dare la priorità alla protezione dei diritti assoluti e, prima di tutto, il diritto alla vita".
[Fonte: Repubblica.it]

Giusto. A questo punto, però, suggerisco di bloccare la ricerca anche per termini pericolosi come "intelligenza", "competenza" e "libertà".
C'è il rischio che qualcuno si accorga che in certe teste mancano del tutto...