2008-02-24

2004

Nel 2004 pensavo di essere ad una svolta...
Ma poi ho girato l'angolo, e c'era subito un muro.

Sto pubblicando, lentamente, i miei post di quell'anno, che avevo pubblicato in un altro blog.
E' un'occasione per fare il punto su quanto ho fatto dopo.

Non molto.
Anzi no, ho assistito (dapprima senza accorgermene) alla disgregazione di tutto quello in cui credevo di credere.

:: il Lavoro ::
Che nel frattempo si è dimostrato senza senso, e refrattario alla ricerca della qualità. Almeno nei contesti (ma sono tanti) che ho frequentato.
Dove viene chiesto esplicitamente l'adeguamento a standard anche palesemente infimi, pur di non creare "perturbazioni" di nessun tipo alla "dirigenza" (spesso intesa più simbolicamente che in senso reale).
Dove si fa di tutto per trovarsi costretti ad agire nelle contingenze e nell'emergenza, bollando come visionario e fuorviante qualsiasi tentativo di riflessione a lungo (o anche solo medio) termine.
Dove ancora si crede che le informazioni non devono circolare per poter mantenere il proprio potere, nell'ottusa convinzione che le persone non abbiano risorse e strumenti per venirle a sapere lo stesso.

:: l'Elearning ::
Che già allora era in un "periodo di crisi", e che adesso viene tenuto in vita artificialmente, quasi esclusivamente da opportunismi di mercato e dall'arretratezza di istituzioni pubbliche che lo stanno ancora "scoprendo".
Che viene ancora affrontato in termini tecnicistici, rincorrendo gli ultimi standard di prodotto senza curarsi della qualità del processo.
Che non serve a molto, se non si vuole tentare di risolvere i problemi della formazione tout court.

:: il Superomismo ::
A cui ho concesso di disconoscere le mie "normali", autentiche emozioni, per fare scelte "di livello" - che poi la realtà ha dimostrato essere le cazzate che erano.
Nel cui nome ho sacrificato il "voglio" al "dovrei volere".

1 commento:

Micaela ha detto...

Il lavoro. penso che non bisogna dimenticare che per più di un secolo e mezzo il potere è stato legato al fatto di riuscire a detenere le informazioni, maggiori erano le opportunità di accesso a dati rilevanti più alta era la carica in azienda. Invertire queste logiche in meno di 5 o 6 anni è impossibile, fin da bambini ci hanno insegnato che non bisogna suggerire le risposte agli altri, che i lavori di gruppo sono marginali rispetto al lavoro individuale. Abbiamo nel DNA la concorrenza e abbiamo paura a condividere perchè chi ci è accanto ci potrebbe fare le scarpe da un momento all'altro. Inoltre le aziende hanno ancora strutture verticistiche, anche quando lavorano per progetti, forse la piramide è leggermente scacciata rispetto al passato ma la logica di comunicazione è ancora tra subordinati e superiori. Tuttavia ci viene spiegato che i tempi sono cambiati, che stiamo vivendo in un epoca post-industriale e che i T-group hanno vinto rispetto alla catena di montaggio. Così quando entraimo nel contesto di lavoro ci aspettiamo cose diverse da ciò che è la realtà e tutto ciò ci provoca una grande disillusione.. :)