2008-02-11

infinite, le Sue vie

Era il 2002, e mentre descrivevo una ipotetica MAD (Messa a Distanza) con un prete che dipensava assoluzioni in audioconferenza (magari leggendo nel frattempo un giornale), abbiamo tutti riso a questa idea folle.

Invece la cosa era seria.
Proprio in quell'anno il Vaticano pubblica “La chiesa e Internet”. Non lo sapevo, ma proprio in quel periodo la Chiesa si interessava seriamente alle nuove tecnologie applicate alla comunicazione ecumenica. Di massa.

Intendiamoci: la Comunicazione è sempre stata considerata essenziale dalla Chiesa. Anzi, il Marketing in fondo l'ha proprio inventato questa istituzione, a partire dalla predicazione degli apostoli.
Al più, al cambiare dei tempi mutano le modalità e nascono nuove soluzioni. Tramontati i tempi dell' "impelle intrare" (Sant'Agostino), ci si orienta adesso verso persuasione e creazione del consenso.

E cosa meglio di internet, e del web 2.0 per far ciò? Da qui l’invito rivolto dal cardinale Ruini all’Unione Superiori Maggiori d’Italia (USMI): «Suore, navigate su Internet e scrivete sui blog»

No, nessuna rivoluzione ...copernicana (sarebbe il colmo).
L'immagine di un prete alle prese con mouse ed editor uisi-uigghi può apparire pittoresca, ma non è in contraddizione con l'approccio ecumenico tradizionale alla comunicazione.
In fondo, tra un post e i suoi commenti c'è una bella differenza strutturale.

La dottrina non vuole "discutere" con i fedeli, ma "convincerli" ad accettare quelli che sono i suoi dogmi - per definizione elementi non discutibili. Io mi ricordo ancora i ceffoni presi al catechismo. Adesso, al più, si scateneranno dei flame. Mores temporis.

Ma questo è un equivoco che trae molti in inganno: non basta un blog per fare una comunità ! Su questo, magari un giorno dirò altro.
Però aiuta, e adesso i fedeli (magari, internet-addicted) hanno un nuovo servizio: GodTube. Broadcast Him !

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