2008-03-05

verbi per apprendere /1


"Non mi chiedermi di coniugare i verbi, non li so.
Se li avrei saputi, mo' te li imparavo."

Da quando mi sono trasferito a Roma, questa confusione tra imparare e insegnare mi ha sempre incusiosito. La spiegazione che mi sono dato, incentrata sul concetto di "responsabilità", mi pare interessante e ve la propongo.

:: Insegnare indica l'apposizione di un segno dentro qualcuno (diverso da sè). E' un atto di imperio, per il quale infatti è necessaria una qualche forma di investitura o di mandato sociale (lo status di insegnante, oppure una commessa per una docenza). La responsabilità dell'azione sta su chi insegna.

:: Imparare indica invece un'azione di allestimento, di disposizione interna di elementi cognitivi (conoscenze,relazioni, ...). La responsabilità di questa azione, in definitiva, sta su chi organizza al proprio interno gli elementi a propria disposizione.

Tra l'altro, questa differenza rende ragione del perchè ad un'energica azione di "insegnamento" di uno possa non corrispondere un buon risultato didattico nella mente dell'altro...

"Essere imparato" mi sembra allora alludere ad una fuga dalle proprie reponsabilità, un disconoscimento del proprio coinvolgimento in quel complesso gioco che chiamiamo formazione.

Forse l'origine di questa curiosa confusione va cercata nell'affascinante fatalismo di questa città, da sempre al centro del mondo eppure da secoli ostaggio della compresenza, spesso commista, tra i poteri della Chiesa e dello Stato (i romani spesso non sono attori delle proprie azioni, gli càpitano...).

Forse va cercata nella Scuola, con la sua forte investitura istituzionale sul momento di insegnamento e un altrettanto forte orientamento verso il momento valutativo - espresso intermini di "imparamento" effettuato dagli studenti.

I ragazzi sono oggetto (passivo, almeno a livello istituzionale) di operazioni di travaso di conoscenze nella loro mente, di cui però si chiede loro di esserne responsabili. Naturale allora che tendano a divincolarsi da questa situazione paradossale!

2 commenti:

Micaela ha detto...

Ciao bel post, interessante però non capisco perchè leghi questa confusione linguistica a Roma, nelle altre città è meno avvertita? Essendo romana de roma, forse non me ne sono resa conto. :) un saluto

Life 1.5 ha detto...

Ciao Micaela.
Forse non è esclusiva di Roma, non saprei. Negli anni anche io sono diventato meno "sensibile" a questo "errore"... che adesso, peraltro, talvolta scappa anche a me!

Fatto sta che non l'avevo mai sentito dire prima di trasferirmi in questa città. E così l'ho legato a Roma, e al suo fantastico fatalismo.

E mi sembrava che il legame con l'equilibrio della responsabilità tra docente e discente ci stesse tutto! :-)