2008-06-22

cereali che non nutrono

Ho ricevuto una segnalazione di un'altro (ultimo in ordine di tempo) dei corsi di Informatica realizzati in ambito pubblico.
Stavolta è il turno di M.A.I.S. - Moduli di Auto-apprendimento per l'Informatica Studenti.
Alcune considerazioni veloci e in ordine sparso:

:: il nome del progetto è inquietante.
Sono ancora tra quelli che pensano che la sostanza sia più importante della forma, e tuttavia anche questi aspetti devono essere presi in considerazione: mi domando quale prima impressione si possa fare un utente di fronte a nomi simili...

Tra l'altro, mi comando anche che cosa si intenda per "comunicazione pubblica" se questi sono i risultati che produce.

:: la modalità di presentazione dei contenuti (il layout dei contenuti, la shell del corso), nella versione FLASH, è davvero triste.

Ora, mi rendo ben conto che realizzare dei corsi accattivanti sotto il piano estetico richiede un notevole impegno economico, e sono quindi lieto di constatare che le risorse pubbliche non siano state spese su inutili "effetti speciali". Tuttavia, il design dell'interfaccia di uno strumento, come ci insegna Norman, ha dei precisi effetti sull'utilizzo che un utente farà di quello strumento, e sul piacere che avrà ad usarlo.
E comunque, anche le modalità di navigazione dei contenuti è mal progettata.
Va bene che è gratis ma...


:: l'annoso problema dell'accessibilità dei corsi è stato "risolto" con la classica soluzione della doppia versione (in FLASH per i "normodotati", in HTML per "disabili").
Ma anche su questo aspetto, questi corsi sono nati già "vecchi", perchè questa (comoda) soluzione è stata fortemente deprecata dallo stesso MIT.
E' vero che una soluzione concreta a questi problemi non è dietro l'angolo. I vincoli posti sono davvero tanti, ma soprattutto sarà necessario cambiare la mentalità con cui siti e corsi on-line verranno prodotti: sarà necessario pensare con la sola testa e non "con gli occhi". E magari sorbirsi anche i terribili emulatori vocali per testare i risultati

:: Ma le note più dolenti riguardano il livello di approfondimento dei contenuti. Ancora e sempre, un livello base. Viene da chiedersi se si arriverà mai a corsi rivolti ad un uso più smaliziato dell'office automation...
Tra l'altro, avendo visto anche altre iniziative analoghe (tutte mirate all'alfabetizzazione informatica), nascono dei dubbi sul successo di queste iniziative, almeno in ambito pubblico. Qualcuno nella PA ha mai fruito con successo dei corsi realizzati finora? Oppure tali corsi sono stati finora di qualità così bassa da doverli rifare continuamente?

:: E infine, proprio il fatto che ogni Ministero (per non dire ogni singolo ente!) sviluppi i propri corsi di informatica, sostanzialmente ognuno la replica dell'altro, getta una tetra luce sulle strategie di sinergia ed economia all'interno della PA, strategie peraltro sbandierate spesso nei convengi degli ultimi anni.
E' curioso (ma in fondo, neanche poi tanto) che la "riusabilità" dei corsi venga intesa sempre come un requisito tecnico per la produzione dei corsi, piuttosto che una criticità gestionale per gli enti che li commissionano. Una volta realizzate, queste "risorse informative" dovrebbero essere diffuse attivamente, rese disponibili anche ad altre amministrazioni, "messe in rete" davvero - non solo "pubblicate"
Ma temo che questa forma di "miopia" nella PA nasconda anche alcuni interessi meno limpidi di quanto si voglia ammettere (di visibilità, di impegni di spesa, di rivalità non confessate...), e che ci si trovi ancora in un contesto fatto di isole non comunicanti.

E' questo il vero problema, secondo me, che ha vincolato finora la penetrazione dell'office automation nei processi organizzativi: pensare che gli strumenti informatici siano solo un modo più veloce per fare le stesse cose, mentre essi richiedono un modo nuovo di pensare ai processi dell'organizzazione stessa.
Da questo punto di vista, i tagli alla spesa pubblica (che peraltro ormai sono arrivati a grattare il fondo del barile) rischiano di essere solo uno stimolo (per quanto doloroso, e quindi a suo modo ...efficace) per un cambiamento di mentalità, cambiamento che a questo punto dovrebbe essere affrontato direttamente.

1 commento:

Maria Grazia ha detto...

Interessante...