2008-06-29

il senso dell'ironia della tecnologia

"Google sa tutto di noi, e (volendo) potrebbe controllare le nostre vite!".
Così mi ripete spesso l'amico Stefano Epifani.

Da pigro incallito quale sono, ho sempre preso con leggerezza questo anatema, pensando celasse qualche recondito risentimento personale...
Pensavo che i rischi legati alla delega in bianco all'accesso alle proprie informazioni personali, potessero essere controbilanciati dagli innegabili vantaggi che la tecnologia di Google ci offre (e penso all'insostituibile
GoogleDesktop), o comunque limitati da una buona competenza informatica.


Beh, è venuto fuori che sbagliavo.

Ora, immaginate di star collaborando con una persona, e che però volete interrompere questa collaborazione perchè per voi non è più gratificante.

Come fareste?
Probabilmente, ne parlereste direttamente con questa persona.

Soprattutto visto che la relazione che vi lega è del tutto volontaria.
Soprattutto se siete corretti.

Ma diciamo che "non ve la sentite" di affrontare la cosa... e però confidate i vostri problemi a qualche vostro amico.

Si sa, gli amici sono fatti apposta per confidarsi...
Scrivete quindi a questo vostro amico una sentita mail, dove gli raccontate tutta la vostra versione dei fatti, e naturalmente gli chiedete il massimo riserbo (visto che l'amico in questione frequenta anche il primo soggetto).

Poi, finalmente !
La tanto agognata vacanza vi chiama - dovete partire! Che bello...
Ma per non perdere eventuali comunicazioni importanti, ecco che i servizi di Google vi si profilano innanzi con tutto il loro potere e le loro comodità: impostate un filtro per l'inoltro automatico della posta che riceverete durante la vostra assenza verso la prima persona. Stiamo parlando proprio di informatica dell'ubiquità!

Forse è stata la fretta.
Forse non siete poi così competenti come credevate.
Oppure la tecnologia non è poi così "fredda" come sembra, ed ha invece uno spiccato senso dell'ironia.
Fatto sta che il vostro amico - dopo tanto tempo - risponde a quella famosa mail, e risponde (correttamente) a voi.
Ma GMail, fedele e cieco, inoltra la mail... proprio a quello che non doveva sapere niente !!!
Che poi ero io...

E così, dopo le storie di amore che finiscono con un SMS, dopo i pettegolezzi amplificati dalle ICT, arriva un altro innovativo servizio mediato dalla tecnologia: il Break by Forward !

Caro Stefano, permettimi dunque di dissentire.
Mi sembra che la soluzione al problema della tutela dei propri dati non stia tanto nel cercare di "creare un sistema regolamentare che eviti che un Google possa utilizzare male i dati di cui dispone", quanto nel cercare di essere onesti e corretti. Con se stessi e con gli altri.

Purtroppo, per questo, non si è ancora trovata la tecnologia adeguata.