2008-11-24

La tigre di carta

Un giorno, quando era già molto vecchio, il maestro O-nami ricevette la visita del famoso artista Kato, venuto a chiedere ospitalità presso il monastero per meditare e ricevere l’ispirazione per le sue prossime opere.

Di nobile famiglia e bell'aspetto, Kato era amato e rispettato in tutto il paese.
Egli eccelleva in molte discipline: la scrittura e la spada, la musica e la poesia.

Ma ciò in cui era davvero straordinario era l'origami. Tutti rimanevano estasiati nel veder prendere forma dalle sue mani oggetti meravigliosi e perfetti. Lui era fiero di questo.


Ogni volta che Kato terminava una creazione, i giovani del monastero andavano a chiamare il maestro per fargli ammirare il nuovo portento. Ma il vecchio O-nami dava solo una veloce occhiata senza dire niente, e poi se ne andava.

Così, ogni volta Kato si impegnava ancora di più per creare qualcosa di mai visto prima. Costruì così una farfalla, così delicata e leggiadra che sembrava pronta ad alzarsi in volo. Fece poi un cane, così bello e amabile che sembrava volesse scodinzolare felice al proprio padrone.

Ma sempre, nonostante il grande stupore degli altri, O-nami non sembrava apprezzare il suo lavoro.


Alla fine, Kato si chiuse nella sua stanza e lavorò per tre giorni e tre notti, e ne uscì con una enorme tigre di carta, così possente e feroce che pareva pronta ad assalire e sbranare la preda. Tutti i giovani discepoli si spaventarono moltissimo, e corsero urlando a chiamare il loro maestro perché vedesse quella terribile meraviglia.


Finalmente, il vecchio O-nami arrivò, e osservò la tigre a lungo.
Poi, in silenzio prese una brocca d’acqua e la rovesciò deciso sulla tigre. Quindi se ne ritornò via, senza dire una sola parola.


La spaventosa tigre era scomparsa, distrutta per sempre da acqua di fonte.

2008-10-11

C'è speranza di apprendere ?


Relazione presentata all'Ordine degli Psicologi del Lazio, 27.09.2008

2008-09-24

E-government, la strada è ancora lunga

Nel 1999 l'e-gov era di gran moda. Tutti i governi d'Europa, Usa e Asia lanciavano progetti: l'obiettivo sembrava a portata di mano, una pubblica amministrazione meno costosa, servizi più accessibili, tempo e denaro risparmiato dai cittadini. Non è andata così: l'e-gov, un po' ovunque nel mondo, ha deluso tutti.

Le nuove carte digitali vengono usate, nel caso spagnolo, tedesco e anche austriaco, prevalentemente come sostituti plastificati dei vecchi documenti cartacei. E solo in piccoli numeri come sistemi di autenticazione sul Web. La firma digitale stenta a decollare, un po' ovunque.

Che fare? I punti chiave che emergono dalla quattro giorni di Dexa 2008 paiono tre:

  • organizzazione. Laddove hanno potuto operare agenzie pubbliche realmente motivate e focalizzate sullo sviluppo dei servizi i risultati si sono visti.
  • incentivi. Laddove si è capito che, con i nuovi piani governativi, l'adozione dei servizi telematici sarebbe stata di fatto gratuita li hanno adottati. E in Italia la dichiarazione dei redditi online (forse l'unica vera bandiera dell'e-government italiano) viene usata da centinaia di migliaia di commercialisti, patronati e altri intermediari per ridurre sostanzialmente i propri costi operativi.
  • apertura. Quando un servizio colpisce realmente un problema civico reale, e vitale, non c'è digital divide che tenga.

[Fonte: Sole24Ore]
Qui la versione pdf dell'articolo.

70 milioni per la scuola

Il Ministero della PA e Innovazione si prepara a dare il via a un'intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione e dell'Università per lanciare 6 programmi di innovazione con un finanziamento di 70 milioni di euro.

Lo ha annunciato questa mattina Luigi Torda, Capo Dipartimento Ministero della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione in occasione del convegno sulla Unified Communication organizzato da Microsoft.
"'I programmi - ha puntualizzato Torda - riguarderanno nuove modalità di erogazione didattica, via e-learning, i rapporti scuola-famiglia con l'introduzione del registro elettronico per la gestione delle presenze e dei voti scolastici e la creazione di una rete tra 4000 complessi scolastici italiani che verrà agganciata al Sistema pubblico di connettività".

[Fonte: Asca]

non guardo la tv

...e faccio male !

2008-09-21

ce la mettono proprio tutta


Benedetto XVI, nel discorso ai vescovi di Panama, è stato estremamente chiaro.

La crescente secolarizzazione della società sta invadendo "tutti gli aspetti quella vita quotidiana, favorendo una mentalità nella quale Dio è assente dall'esistenza e dalla coscienza umana". Questa mentalità "si serve spesso dei mezzi di comunicazione sociale per diffondere l'individualismo, l'edonismo, ideologie e costumi che minano i fondamenti stessi del matrimonio, della famiglia e della morale cristiana".

"Non saranno mai abbastanza gli sforzi per sviluppare una pastorale familiare vigorosa che inviti le persone a scoprire la bellezza della vocazione al matrimonio cristiano, a difendere la vita umana dal concepimento al suo termine naturale, a costruire focolari domestici nei quali i figli vengano educati nell'amore alla verità del Vangelo e ai solidi valori umani".
[Fonte:
Repubblica.it, 19/09/08]

Sarà per questo che lunedì scorso, a Chioggia un sacerdote è stato sorpreso in intimità con la moglie di uno dei fedeli...

Mirabile la reazione del vescovo di Chioggia, Angelo Daniel:
"Non giudicare per non essere giudicati. D'altra parte, pur essendo grande la responsabilità di un sacerdote che dovrebbe essere sempre per gli altri esempio e guida non dobbiamo dimenticare che, a fronte di molti che per fortuna sostengono il prete, non mancano persone che direttamente o indirettamente, lo spingono a mancare."
[Fonte: Repubblica.it, 20/09/08]

Insomma, è lei che l'ha provocato. Nuova !

Si, questo Paese può davvero trovare la propria identità culturale nelle radici cristiane. Infatti: "Se la debolezza ci accomuna siamo certi però che c'è per tutti anche la misericordia e quindi il perdono di Dio".

2008-09-20

fuma, fuma... /1

In molti paesi si usano già, per la campagna contro il fumo, delle immagini raccapriccianti apposte sui pacchetti di sigarette.

E tra poco anche l'Italia introdurrà questa forma di deterrenza.
In questi giorni, ad esempio, ho tra le mani due pacchetti di Camel brasiliane, con delle foto di un tumore alla pelle davvero tremende.

Naturalmente, ciò non mi ha fatto rinunciare alle salutari pause-sigaretta in ufficio...
Salutari, si - perchè accumulare stress fa male, e una sigaretta ti garantisce quei 5 minuti di break che ti fanno arrivare alla fine della giornata senza attaccare al muro nessuno.
Ma non è questo il punto.

Il tumore alla pelle sarà senz'altro una delle conseguenze del fumo - non discuto.
Ma anche il silicone, tanto usato in chirurgia estetica, è pericoloso!
Eppure non ho mai sentito avvertimenti del tipo "farsi le tette grandi provoca il cancro"!

Sospetto piuttosto che si opti per immagini di patologie esterne perchè di maggiore impatto visivo rispetto ad una lastra radiografica dei polmoni.

Ma se lo scopo allora è quello di shockare il fumatore, si possono pensare anche altre soluzioni: un pacchetto che ti faccia "BUH!" ogni volta che lo apri, oppure una molla che ti colpisca alle dita ogni volta che prendi una sigaretta (come quei vecchi scherzi di carnevale).

Peraltro, non ho mai visto fare nulla contro l'alcool, che pure è altrettanto dannoso...

Dovrebbero inserire fotografie di fegati spappolati, allora, o di gente in mezzo alle lamiere di un'automobile. Invece si fa ancora pubblicità ammiccante ("No Martini?"), e si può comprare alcolici anche negli autogrill (per poi magari prendere l'autostrada contromano!)

E, già che ci siamo, perchè non togliere il Monopolio di Stato?

Ma è la questione "deterrenza" il vero problema.
Shockare il fumatore sul pacchetto, ad acquisto avvenuto, è praticamente inutile. Ormai il paccheto l'hai preso. Che fai, lo butti via?
Ben diverso sarebbe se i punti vendita esponessero quelle stesse immagini sugli scaffali, prima di venderti la "peste del XXI secolo"!

...immagino le veementi proteste dei tabaccai.

Ma si tratta di difendere interessi superiori - di sanità pubblica.
O no?

2008-09-19

dexter

Non c'è niente da fare.
La sequenza iniziale di Dexter è s-p-e-t-t-a-c-o-l-a-r-e.

non sum dignus

Il motivo di questo messaggio è perchè mi stò scegliendo delle persone per veicolare un enorme business rivoluzionario. Cerco persone che si sentono di avere uno o più di questi requisiti:
- Voglia di mettersi in gioco e quindi Crescere Personalmente,
- Voglia di Crearsi qualcosa di prorio e quindi Crescere Economicamente,
- Voglia di essere Valorizzato per i Valori che Esprimi e per quello che Sei,
- Voglia di Realizzare la propria Vita e quindi essere Libero e Indipendente.

Temo, caro signore, che abbia sbagliato persona.
Io aspiro solo a brucare nei campi e rinchiudermi in una ottusa e rigida routine.
Cedo volentieri il pieno controllo delle mie facoltà intellettive e volitive, in cambio di una placida vita da vegetale.

Quindi, sono desolato di doverla informare di non essere interessato a questo genere di servizio.

Grazie, ma preferisco continuare a dormire.
Anzi, se cortesemente non mi disturbasse più...

somma algebrica


"Per ragioni di pura convenienza politica in campagna elettorale Berlusconi (aiutato dalla cecità dei sindacati) si è opposto alla soluzione Air France, in condizioni ben più favorevoli dei mercati finanziari e petroliferi.

E' nata una cordata, ed è nata italiana: ma al prezzo di separare gli attivi di Alitalia dai passivi, consegnare i primi alla nuova compagnia e i secondi ai contribuenti, sospendere l'Antitrust, radunare tra i soci una somma impressionante di conflitti d'interesse.

Alla fine la corporazione dei piloti ha detto no per difendere privilegi indifendibili, e la Cgil ha preferito non farsi scavalcare, con una posizione più incerta che autonoma".
[Ezio Mauro, Repubblica.it]

E' così si torna dove - in un Paese normale - si sarebbe dovuto restare.
Al mercato, con le sue regole.

2008-09-17

you should be stronger than them

Sarà la decima volta che Repubblica.it "dedica" uno spazio a come è ridotta Amy Winehouse, a quanto è irriconoscibile, e pubblica le foto dei fotografi "impietosi"...

Ma la lasciate stare ?!?!

Si, sta male.
Si è ridotta che fa spavento.
E' peggio di Mina prima che sparisse (...e che ora non si può più dire che la chiamavano "la baldraccona")

E allora?
Pure Bruno Vespa fa sbiancare...

Ma un po' di pietà, no?
Che gusto ci sarà, a farsi i c... degli altri ?

E' così difficile provare a giudicare invece una persona per quello che sa fare?
E lei sa fare questo.

aggiungi un posto a tavola...

...che c'è un amico in più !

A casa nostra però, non faremmo entrare nessuno che non conosciamo.
Per strada, poi, ogni "diverso" è potenzialmente un pericolo - sostenuti e rinforzati in questo anche dalla continua amplificazione mediatica che ne fa questo governo. Che poi, ancora una volta, siamo noi...

Davanti agli spazi immensi della rete (e comodamente chiusi nei nostri PC), invece - paf! - ci apriamo alla qualunque...

Partecipo, non so neanche io bene perchè, a vari social network.
Pare sia "in", che le aziende comincino a cercare persone anche e soprattutto attraverso questi canali...
Io che mi occupo di ICT non posso certo starne fuori !

[ In realtà, le uniche opportunità che mi sono venute da questi canali consistono in corsi e corsetti vari - immagino a pagamento - e in lavori straordinariamente ben pagati a fronte di 2-3 ore di lavoro comodo da casa. Mentre a me capita di dover lavorare pure il weekend. Ma sarò io, sarà il mio profilo - penso. E un po' ne soffro. ]

Appena entri, questi sistemi ti dicono per prima cosa chi è diventato amico di chi, e quanti amici ha adesso tizio o caio.

Bene.
Ma anche - 'sti cazzi ?

Ci sono persone, che vedo anche tutti i giorni, che non mi hanno mai salutato. E altre che onestamente frequento solo perchè devo. E che quindi non saluto.
Inserirle tra gli "amici" - anche se solo sul web - che senso ha?
...la parola "amico" ha ancora un senso?

O non si tratta piuttosto di una riproposizione telematica della sindrome del Marchese del Grillo, per cui "tu sei" in funzione di quanti conosci ?
Multilevel marketing applicato - alla vita ?
Meglio male accompagnati, che soli ?

Mi è capitato spesso di chiedere come qualcuno ha fatto conoscenza di un amico comune. "E chi è?", mi sento rispondere...

Avanti, allora! Che c'è posto.

ma Mara lo sa?

"Metto all'asta la mia verginità per un milione di euro. Voglio proprio vedere se c'è qualcuno che tiri fuori questa somma per avermi".

Questo l'annuncio scandalo di Raffaella Fico, 20 anni, showgirl ed ex-concorrente dell'ultima edizione del "Grande Fratello", in un'intervista a "Chi", in edicola domani.

"Se qualcuno pagherà un milione di euro per me, sarò di certo imbarazzata. Ma con questi soldi potrò realizzare i miei sogni. Comprarmi una casa a Roma e pagarmi un corso di recitazione". E se "lui" non sarà esattamente una bellezza? "Se lui non mi piacerà, manderò giù un bicchiere di vino pazienza".
[Fonte: Repubblica.it]

Ma la Carfagna lo sa?

E in ogni caso, è uno scandalo !
Anche perchè al momento non ho il libretto degli assegni...

2008-09-16

Sicurezza - de che?

Roma è la capitale del disagio.


E' questo il verdetto del Censis e della Fondazione Roma che, in un'indagine svolta su dieci metropoli (New York, Bombay, Londra, Parigi, Il Cairo, San Paolo, Mosca, Pechino e Tokyo), hanno evidenziato come la città eterna sia la 'capitale del disagio'.

La ricerca, realizzata in vista del World Social Summit,
ci dice che - su un campione di 500 persone - alla domanda "quale sentimento meglio descrive il suo rapporto con la vita?", il 46% dei romani risponde "incertezza" mentre il 12,2% sceglie la "paura".
La somma di questi due stati d'animo (58,2 % ) rimanda l'immagine di Roma come città più infelice tra quella prese in esame dalla ricerca. La media generale delle 10 città, per il combinato paura+incertezza, si ferma infatti a quota 36%.
[Fonte: Repubblica.it]

Mah...
Mi viene da pensare che:

* Roma è evidentemente una città più viva e mutevole di quanto si possa pensare.
Solo cinque mesi fa Ian Fisher del New York Times descriveva Roma come una città in cui passeggiare di notte senza nulla da temere, una grande capitale che offre ad abitanti e visitatori l'esperienza di uno "spettacolo della vita" senza percezione del rischio o del pericolo. Ancora prima, nel dicembre del 2007, lo stesso Fisher aveva dipinto l'Italia come un "paese triste", attirando tra l'altro la ferma reazione (me la immagino) di Napolitano.
Finirà che tocca chiedere, prima di uscire di casa, come siamo messi...

* Probabilmente il campione utilizzato per la ricerca (500 persone) è statisticamente significativo
.
Tecnicamente parlando, credo lo sia qualsiasi campione con numerosità >30. A patto che sia un campione scelto casualmente - cosa di cui nel report non v'è traccia (ma lo do per scontato).
Certo che, in ogni caso, parlare in base ai risultati ottenuti sullo
0,02% della popolazione residente al 01/01/2007 (ossia 2.705.603 persone) mi lascia un po' freddino...

* Il direttore del Censis, Giuseppe Roma, è emulo di Gibran - e scopre il segreto del mare meditando su una goccia di rugiada.
Secondo il comunicato stampa, infatti, la domanda posta era: “quale sentimento meglio descrive il suo rapporto con la vita?”
E quattro le possibili risposte : paura / incertezza / fiducia / entusiasmo.
Come da questo si possa arrivare alla conclusione "A Roma e in Italia [in Italia ???] sono particolarmente sentite le paure in rapporto con la violenza e la sicurezza personale" è per me un mistero...

* Fusse che fusse che dietro c'è altro?
L'articolo di Repubblica dichiara, non si sa in base a cosa (nel comunicato stampa non c'è nessun riferimento), che
alla violenza si affiancano la paura di non essere più autosufficienti; le paure materiali come perdere il lavoro o non trovarlo e quelle più generali come quella di disastri ambientali.
Quindi, la qualunque.
E in ogni caso, anche, la "sicurezza economica" - la stabilità. E questo spiegherebbe anche perchè
la ricerca registra che il sentimento di incertezza dilaga tra i giovani e si riduce man mano col passare degli anni. Nella fascia di età compresa tra i 18 e 29 anni, risponde “incertezza” il 51,2% dei romani, quota che crolla al 35,4% nella fascia che va dai 65 ai 74 anni.
Nella fascia d'età tra i 18 e 29 anni, quanti sono quelli che hanno un lavoro stabile e un inquadramento contrattuale che dia fiducia nell'avvenire?

In conclusione, io due idee me lo sono fatte :
- è una bella ricerca.
- 'sta storia della sicurezza sta davvero cominciando a rompermi le p...

2008-09-15

la vita reale

Che casino la vita.

Persone che se ne vanno.
Persone che farebbero meglio ad essersene andate.

E noi, che nel frattempo non si sa dove stare.
Come in un corridoio con troppe porte.

I'll see you on the dark side of the moon


Richard Wright, tastierista dei Pink Floyd, è morto "dopo una breve lotta contro il cancro". A dare l'annuncio è stato un portavoce della famiglia che non ha aggiunto ulteriori particolari e ha chiesto il rispetto della privacy.

Ci sono cresciuto, con i PF...

Inutili tanti dettagli. Basta questo.


la società è fatta di persone

Ci diciamo indignati dallo s-fascio di questo Paese, dai politici...

Poi capita di leggere storie come questa, di Barbara e del suo piccolo figlio autistico, e di quello che hanno dovuto subire al Carrefour di Assago il 13 settembre...
...e capisci che sono le persone a fare di un Paese quello che è.


“Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente”.
Se la gente sei tu, stronza di una hostess - razza d'animale! - forse è proprio meglio non uscire, se non col porto d'armi.


Non potendo, purtroppo, ricorrere a vie di fatto, invito a segnalare la cosa a servizioclienti@carrefour.com, invitando l’azienda a prendere provvedimenti.

2008-09-14

È difficile notare quello che vedi tutti i giorni...

David Foster Wallace, 46 anni, che aveva raggiunto fama internazionale dodici anni fa con il romanzo Infinite Jest (e che devo ancora finire di leggere...), è stato trovato impiccato nella sua abitazione a Clermont, nel sud della California.
[Fonte: Repubblica.it]

Avevi proprio ragione.
L
'esistenza e la vita spezzano continuamente le persone, in tutti i cazzo di modi possibili e immaginabili.

2008-09-10

altrove

...e anche stavolta, questo blog mi pare destinato a una rapida morte per inedia (di contenuti).

Non perchè non abbia niente da dire.

E' solo che, come tutti, ho poco tempo da dedicare a me. In questo caso, alla stesura in forma comprensibile di pensieri e reazioni ad avvenimenti che ritengo "significativi" - che in queste settimane non sono mancati.

Ho deciso di dedicare quel po' di tempo (soprattutto interno) libero alla vita vera, fatta di persone reali...
La vita 1.0

Me ne sono privato per troppo tempo. E anche se sento già di essere in "fase calante", voglio ancora provarci.

2008-09-01

differenze di genere 2.0


-

2008-08-11

Organizzazione del lavoro e gestione di una sala operatoria


La ricerca, effettuata presso un importante ospedale romano, era finalizzata all'individuazione dei fattori di inefficienza (numero di interventi effettuati più basso rispetto alla media) di una sala operatoria, ambiente descritto come disorganizzato e ad alta conflittualità.
Si sono indagate la frequenza, l’incidenza e le possibili cause dei ritardi osservati lungo il processo operatorio.
I risultati empirici indicano, oltre ai “tempi tecnici” (tempo di intervento, tempo di osservazione post-intervento), l’incidenza di fattori di tipo gestionale, di organizzazione del lavoro e del sistema dei ruoli operanti all’interno della sala operatoria.

2008-08-10

Windows Music

2008-08-08

tutti al maareee, tutti al maareee...


Tempo d'estate. Io vado al mare, voi che fate?
...spero mi vada meglio di così però.

2008-08-07

vita da cani (2.0)

Doggyspace è il primo social network per cani, una via di mezzo tra Myspace e Youtube.

Permette ai padroni dei cani di caricare video da condividere, ma anche di creare profili personali che contengano presentazioni, foto e la lista di amici.

L'anima di questo social network è Levi Thornton, imprenditore della Virginia e "papà" di Nokie, uno yorkshire, e di Ein, un pitbull.
"C'è molta gente là fuori che ama i cani, ma non può passare abbastanza tempo con loro per via del lavoro. Questo è un modo per 'portarseli' in ufficio", dice.
[Fonte: Repubblica.it]

Ecco, sono queste fregnacce che mi fanno pensare che la vita 1.0 sia proprio meglio...

2008-07-10

Un paese da distruggere

(da "La meglio gioventù" di Tullio Giordana, 2003)

2008-07-04

falso. ma per quanto?



2008-06-30

influenza dirigenziale

"mi spiace, non so se ci siano state delle interferenze..."
il che, dando per scontato che ci siano state, la dice lunga sul tuo peso in azienda...

maturità: prova orale


(da "Fortezza Bastiani", di Mellara & Rossi , 2002)

A questo giro, finalmente, gli unici strafalcioni che possono venir fuori sono quelli dei candidati.
Buona fortuna !

2008-06-29

la sicurezza è sorda alla coerenza


Intervista a Gian Carlo Caselli. Direi che c'è da riflettere.

Non necessariamente sul contenuto del Lodo Schifani-bis (sul quale comunque "qualche" preplessità è dovuta, tant'è che a Roma l'8 luglio alle 18 si terrà una manifestazione a Piazza Navona), quanto sul metodo con cui vengono propagandati questi messaggi, nella evidentemente fondata convinzione che che il popolo-televisore se la beva tranquillamente.
L'ultima parte del video è molto chiara a riguardo...

Le intercettazioni sono uno strumento investigativo per arrivare alla verità, e proteggere così i cittadini da azioni commesse a loro danno.
E' un misero popolo quello che si infiamma per la sicurezza-dai-rom, che accetta l'esercito nelle proprie città, che accetta la mistificazione delle schedature dei mimori come pratica per la loro protezione, e poi non si mobilita quando vengono proposte simili iniziative, che si rivolgeranno contro la propria sicurezza.

Un po' di coerenza, almeno da parte di noi cittadini!

il senso dell'ironia della tecnologia

"Google sa tutto di noi, e (volendo) potrebbe controllare le nostre vite!".
Così mi ripete spesso l'amico Stefano Epifani.

Da pigro incallito quale sono, ho sempre preso con leggerezza questo anatema, pensando celasse qualche recondito risentimento personale...
Pensavo che i rischi legati alla delega in bianco all'accesso alle proprie informazioni personali, potessero essere controbilanciati dagli innegabili vantaggi che la tecnologia di Google ci offre (e penso all'insostituibile
GoogleDesktop), o comunque limitati da una buona competenza informatica.


Beh, è venuto fuori che sbagliavo.

Ora, immaginate di star collaborando con una persona, e che però volete interrompere questa collaborazione perchè per voi non è più gratificante.

Come fareste?
Probabilmente, ne parlereste direttamente con questa persona.

Soprattutto visto che la relazione che vi lega è del tutto volontaria.
Soprattutto se siete corretti.

Ma diciamo che "non ve la sentite" di affrontare la cosa... e però confidate i vostri problemi a qualche vostro amico.

Si sa, gli amici sono fatti apposta per confidarsi...
Scrivete quindi a questo vostro amico una sentita mail, dove gli raccontate tutta la vostra versione dei fatti, e naturalmente gli chiedete il massimo riserbo (visto che l'amico in questione frequenta anche il primo soggetto).

Poi, finalmente !
La tanto agognata vacanza vi chiama - dovete partire! Che bello...
Ma per non perdere eventuali comunicazioni importanti, ecco che i servizi di Google vi si profilano innanzi con tutto il loro potere e le loro comodità: impostate un filtro per l'inoltro automatico della posta che riceverete durante la vostra assenza verso la prima persona. Stiamo parlando proprio di informatica dell'ubiquità!

Forse è stata la fretta.
Forse non siete poi così competenti come credevate.
Oppure la tecnologia non è poi così "fredda" come sembra, ed ha invece uno spiccato senso dell'ironia.
Fatto sta che il vostro amico - dopo tanto tempo - risponde a quella famosa mail, e risponde (correttamente) a voi.
Ma GMail, fedele e cieco, inoltra la mail... proprio a quello che non doveva sapere niente !!!
Che poi ero io...

E così, dopo le storie di amore che finiscono con un SMS, dopo i pettegolezzi amplificati dalle ICT, arriva un altro innovativo servizio mediato dalla tecnologia: il Break by Forward !

Caro Stefano, permettimi dunque di dissentire.
Mi sembra che la soluzione al problema della tutela dei propri dati non stia tanto nel cercare di "creare un sistema regolamentare che eviti che un Google possa utilizzare male i dati di cui dispone", quanto nel cercare di essere onesti e corretti. Con se stessi e con gli altri.

Purtroppo, per questo, non si è ancora trovata la tecnologia adeguata.

2008-06-25

Tesekkür Türkiye !

giob analisis (ovvero: quattro anni in manicomio...)

Ghe lavoro io fare?

Beh, mi baddere dasdini guadrati su sdrano bianoforde che non sona, e su delevisore in fronte a me spundare strane lettere, alle volte storte, alle volte grosse...

Dobo un bo' che io baddere, io rombere la minghia, allora bremere Invia - e qualcuno con sdrano nome (MeLePeSe) leggere e dare conferma, e dire "duddo bene - andare avandi".


Ogni dando affacciare qualcuno con roddure di minghia, tipo che uno che non gonosco ha sbaliato a baddere in suoi dasdini e in Guatemala è scoppiada una guerra, e allora chiedere a me di baddere veloce veloce in miei dasdini per dire a MeLePeSe che in realdà è tutto bono, che è secondo standard e che volevamo brobrio fare così, che ci sono dande obbordunità dietro di quesdo.
Allora lui dire "andare avandi che va bene".


Momendo più belo è quando ci sediamo duddi assieme per rito magico, seduto addorno a grande tavolo per giorno indero a dire che dande cose avevamo detto noi fare e però non c'è sdado dembo per farle, allora noi dire che da domani fare quelle e aldre che ci vengono in mende, tipo finire col Guatemala che dando ormai è fatta...

Poi sgambiare mantagne di garta con dandi numerini che ognuno meddere senza guardare che dasdini preme, e poi dire a duddi gli altri che ormai una promessa è una promessa, e dogga fare così come viene fuori da numerini, e lo deve fare uno che è sdado assente fino al giorno brima e non sa niende - gli aldri digono che lui è resbonsabile di quesda addividà, e lui fa finda di arrabbiarsi ma boi è condendo che c'ha impordande ruolo e si fa vedere in giro con erezione, e nessuno gli dice niende che deve fare per vedere se lui indovinare - ma lui non indovina e allora in Guatemala ricomincia guera, e uno di noi va a baddere tasdini per dire a MeLePeSe che forduna è quesda, che si abrono dande obbordunità bele bele che neanche stiamo a dirle per quando ce ne sono che non basdano duddi i dasdini che abbiamo per dirlo, e che quasi quasi lo facciamo anche in aldri bosti basta che lo digono che a noi ci fa biacere fare quesdo lavoro.

the voice is over

Si è spento ieri sera, mentre si trovava in Scozia per lavoro, Claudio Capone, una delle voci più conosciute della televisione e del cinema italiano.
Noto per aver prestato la voce a programmi notissimi come Superquark e Geo & Geo, ha curato anche il doppiaggio di alcuni importanti film.
Sua la voce di Luke Skywalker in Guerre Stellari, per intenderci.

Io l'ho conosciuto come speaker di una serie di LO per un corso di formazione a distanza per la PA. Appena cominciava a parlare, qualsiasi cavolata di uno storyboard diventava subito formazione. E la registrazione era buona alla prima...

2008-06-23

male accompagnati


nella mia stanza
per qualche giorno ancora
sono più che solo
perchè io non so parlarti
- e tu non vuoi.

2008-06-22

cereali che non nutrono

Ho ricevuto una segnalazione di un'altro (ultimo in ordine di tempo) dei corsi di Informatica realizzati in ambito pubblico.
Stavolta è il turno di M.A.I.S. - Moduli di Auto-apprendimento per l'Informatica Studenti.
Alcune considerazioni veloci e in ordine sparso:

:: il nome del progetto è inquietante.
Sono ancora tra quelli che pensano che la sostanza sia più importante della forma, e tuttavia anche questi aspetti devono essere presi in considerazione: mi domando quale prima impressione si possa fare un utente di fronte a nomi simili...

Tra l'altro, mi comando anche che cosa si intenda per "comunicazione pubblica" se questi sono i risultati che produce.

:: la modalità di presentazione dei contenuti (il layout dei contenuti, la shell del corso), nella versione FLASH, è davvero triste.

Ora, mi rendo ben conto che realizzare dei corsi accattivanti sotto il piano estetico richiede un notevole impegno economico, e sono quindi lieto di constatare che le risorse pubbliche non siano state spese su inutili "effetti speciali". Tuttavia, il design dell'interfaccia di uno strumento, come ci insegna Norman, ha dei precisi effetti sull'utilizzo che un utente farà di quello strumento, e sul piacere che avrà ad usarlo.
E comunque, anche le modalità di navigazione dei contenuti è mal progettata.
Va bene che è gratis ma...


:: l'annoso problema dell'accessibilità dei corsi è stato "risolto" con la classica soluzione della doppia versione (in FLASH per i "normodotati", in HTML per "disabili").
Ma anche su questo aspetto, questi corsi sono nati già "vecchi", perchè questa (comoda) soluzione è stata fortemente deprecata dallo stesso MIT.
E' vero che una soluzione concreta a questi problemi non è dietro l'angolo. I vincoli posti sono davvero tanti, ma soprattutto sarà necessario cambiare la mentalità con cui siti e corsi on-line verranno prodotti: sarà necessario pensare con la sola testa e non "con gli occhi". E magari sorbirsi anche i terribili emulatori vocali per testare i risultati

:: Ma le note più dolenti riguardano il livello di approfondimento dei contenuti. Ancora e sempre, un livello base. Viene da chiedersi se si arriverà mai a corsi rivolti ad un uso più smaliziato dell'office automation...
Tra l'altro, avendo visto anche altre iniziative analoghe (tutte mirate all'alfabetizzazione informatica), nascono dei dubbi sul successo di queste iniziative, almeno in ambito pubblico. Qualcuno nella PA ha mai fruito con successo dei corsi realizzati finora? Oppure tali corsi sono stati finora di qualità così bassa da doverli rifare continuamente?

:: E infine, proprio il fatto che ogni Ministero (per non dire ogni singolo ente!) sviluppi i propri corsi di informatica, sostanzialmente ognuno la replica dell'altro, getta una tetra luce sulle strategie di sinergia ed economia all'interno della PA, strategie peraltro sbandierate spesso nei convengi degli ultimi anni.
E' curioso (ma in fondo, neanche poi tanto) che la "riusabilità" dei corsi venga intesa sempre come un requisito tecnico per la produzione dei corsi, piuttosto che una criticità gestionale per gli enti che li commissionano. Una volta realizzate, queste "risorse informative" dovrebbero essere diffuse attivamente, rese disponibili anche ad altre amministrazioni, "messe in rete" davvero - non solo "pubblicate"
Ma temo che questa forma di "miopia" nella PA nasconda anche alcuni interessi meno limpidi di quanto si voglia ammettere (di visibilità, di impegni di spesa, di rivalità non confessate...), e che ci si trovi ancora in un contesto fatto di isole non comunicanti.

E' questo il vero problema, secondo me, che ha vincolato finora la penetrazione dell'office automation nei processi organizzativi: pensare che gli strumenti informatici siano solo un modo più veloce per fare le stesse cose, mentre essi richiedono un modo nuovo di pensare ai processi dell'organizzazione stessa.
Da questo punto di vista, i tagli alla spesa pubblica (che peraltro ormai sono arrivati a grattare il fondo del barile) rischiano di essere solo uno stimolo (per quanto doloroso, e quindi a suo modo ...efficace) per un cambiamento di mentalità, cambiamento che a questo punto dovrebbe essere affrontato direttamente.

2008-06-21

sicurezza, italian way



Aveva abbandonato per qualche minuto il suo posto e si era fatto temporaneamente sostituire nel suo lavoro di bagnino da una bambola gonfiabile con tanto di maglietta rossa e fischietto in bocca...



2008-06-20

il web 2.0 e il paesello mediatico

C'è chi mi chiede il perchè del nome di questo blog.

Dovrebbe essere chiaro.
Le ICT - e il mitologico "web 2.0" - sono strumenti, cioè (come ci dice J. S. Bruner) amplificatori di caratteristiche umane.

Che sono ancora quelle degli omìnidi che attorno al fuoco si raccontano storie. E se non le hanno - le inventano.

Anzi, dal villaggio globale siamo tornati direttamente al paesello massmediologico, con la vecchia pettegola che sbircia da dietro le tende la vita sulla strada (da altri vissuta) e poi ne sparla con altre pettegole inacidite.

Le polemiche furibonde su chi sia un blogger e chi no, su chi lo sia di più, cosa sono in fondo? E forum che esplodono per qualsiasi "boatos" emerga dalla rete?

Qualche tempo fa io, ad esempio, ho postato di aver scritto le mie dimissioni. Scritto, non presentato...
Qualcuno tra i miei "colleghi" ha letto il post, naturalmente senza commentarlo (è pure un lurker!) ma ovviamente ne ha parlato vis-à-vis a qualcun altro... e così via, fino a quando non è diventato un "fatto".
E così, in ufficio ogni tanto mi sento dire "ma non ti eri licenziato?"
Mentre altri colleghi, che hanno dichiarato di persona e pubblicamente di andarsene con sdegno, le hanno poi ritirate.
Anzi, no - sono cambiate le condizioni. Suona meglio...
Siamo andati sulla luna. Viviamo mondi virtuali, iper-reali. Produciamo e condividiamo conoscenza.
Ma sempre ciacolando...

2008-06-19

paz

Dal 26 maggio al primo luglio, alla galleria A.A.M. - Architettura Arte Moderna, in via dei Banchi Vecchi 61, sarà visitabile la mostra omaggio ad Andrea Pazienza che espone una selezionata raccolta di opere e disegni originali nonché un album di quindici fogli, che racconta una storia compiuta dal titolo “L’ulcera”.
La mostra realizzata in occasione del ventennale della scomparsa del grande artista (avvenuta il 15 giugno 1988), vuole ripercorrere i primi anni della formazione di Andrea Pazienza, a Pescara, prima del suo precoce decollo come autore a partire della sua esperienza al Dams di Bologna.

2008-05-26

Gomorra

Ho visto Gomorra. Inquietante.

Soprattutto il pensare che molti, uscendo dalla sala, hanno commentato: "al sud stanno messi proprio male."
Commento qualunquista, e ipocritamente autoassolutorio.
Gomorra siamo noi.
E' la signora seduta dietro di me, che si è coltivata con cura una bella tosse grassa, e poi - in piena polmonite - è venuta in sala, dove ha tossito per tutto il fottuto film.
E' la coppia seduta dietro la mia amica, che si è prodigata nel commentare (a suon di "oddio...", "che schifo...", "non è possibile...") le scene del film, evidentemente per socializzare con tutti noi la loro appartenenza ad un mondo di proba moralità. E che mi ha guardato risentita, quando li ho pregati di fare silenzio dopo il loro esegetico commento "li hanno ammazzati!" nella scena in cui sparano ai due ragazzi.
E' la ragazza al nostro fianco, che si è messa a messaggiare al telefonino - forse per sfuggire all'opprimente visione della decadenza di un paese (che, naturalmente, non la comprende).
E' l'uomo alla mia sinistra - che magari soffriva incolpevole di gravi problemi di sudorazione, o piuttosto non era avvezzo all'uso di detergenti e deodoranti - ma in ogni caso puzzava come le discariche che venivano mostrate in sala.
Non ho visto Gomorra.
Ne ero circondato.

2008-05-20

il maiale e il tafano (...e 2 euro)

Ovvero, la sordida doppia vita dei ministeriali.

Tempo fa sono andato a sentire un mega-concerto in un pub. Biglietto 25 euro...
Siccome la musica non era proprio un granchè - e non si può più fumare - a un certo punto mi alzo per prendere un whysky per me e per un mio amico.



- " Sono 16 euro ", mi fa la cassiera.

Vedendo il mio sguardo allibito, precisa sorridendo che la marca che ho chiesto è la più cara.

Ringranziando Dio di non aver chiesto da bere del sangue di vergine (chissà a quanto lo fanno!), mi trascino al bancone e faccio la mia esclusivissima ordinazione. Ma il whysky che ho chiesto è finito, e la barista mi elenca alcune alternative, tra marche a me sconosciute ed altre che non mi piacciono.
Alla fine chiedo timidamente: " Non potrei avere un banale JD? ".
...alle volte basta così poco per aprire le porte dell'inferno...

La barista (che già prima non brillava per simpatia) si altera definitivamente e commenta: "Aho! Avevi chiesto un whysky 'non banale', e t'ho detto altri whysky 'non banali' !!! "
- "...ho capito, ma questi non mi piacciono... "

Intanto la barista, oramai completamente schifata dalla mia esecranda presenza, viene sostituita da un'altra (diciamo di taglia un po' forte, e non certo bella come una dea) che mi versa - già un po' seccata - i due bicchieri.

La prima però, non paga, mi apostrofa ancora: " ...comunque, dal Talisker sei passato al JD - hai fatto proprio 'na gran bella scelta! "
- " Oddio scusami !!! Che devo fare, mi devo ammazzare, adesso?! "
Accanto a me, un ragazzo assiste alla scena e mi fa un gesto di comprensione. Ma forse era ubriaco...

Prima di tornare al mio posto, chiedo alla barista che mi ha versato da bere quanto costasse il JD che avevo appena preso, per farmi restituire la differenza alla cassa.

La bruttina sovrappeso mi dice, senza guardarmi in faccia: "Ah, costano tutti uguale!"

Che cosa !?!? Novello Don Chisciotte, v
ado baldanzoso verso la cassa, spiego il cambio di marca, ottengo la doverosa differenza (4 euro), e me ne torno a sorbirmi il concerto - che intanto continua a macinare canzonette roboanti e odiose (du' palle)...

Ok, forse è stato l'alcol.
Forse l'ignobile concerto mi aveva davvero incattivito. Forse sono solo un rompiscatole, un vecchio acido... Ma al termine del concerto, riportando i bicchieri al banco, rivedo la brutta cicciona e le dico:
- " Allora ciao, e... COMPLIMENTI PER L'ONESTA'! "

Con aggressività esponenziale al torto che aveva, l'orrido pachiderma mi spiega che lei non sa e non è tenuta a sapere quanto costano le consumazioni.
Alla mia pacata osservazione che le cose erano andate diversamente, e che invece lei mi aveva detto che costavano tutti uguale, la buzzicona cambia tattica e moraleggia sarcastica " ...comunque, non ti permettere di giudicare l'onesta delle persone da 2 euro! "

Vabbè, mi sa che l'alcol non c'entra. Sono io che sono uno stronzo.
Ma pensavo di aver ragione, e non mi andava di finire una serata preso per il culo da tutti (musicisti per primi, che ancora sparavano banalità in 4/4).

Le dico: "A parte il fatto che sono 4 euro e non 2, l'onestà direi che si vede proprio in queste 'piccole' cose. Ma non me la prendo: sei solo una barista... "

...che stronzo, eh? ;-)
Ma siccome lei, oltre che nel peso e nella bruttezza, voleva primeggiare anche in questo, mi si incazza di brutto !!!

Rapido scambio di battute, giuro autentiche:
- " Aho! Guarda che io lavoro al Ministero delle Finanze! "
- " AH! Ed è così che volete pareggiare il bilancio? Con i miei 4 euro? "
- " Ma vedi d'annattene (...e non dico dove) stronzo, che non sai manco che è! "
- " Beh, se è per questo, purtroppo per te anche io lavoro per un Ministero, ma poi la sera non vado a servire ai tavoli! E di certo non rubo! "
- "#@!.xxx!! " (suoni intraducibili, ma dalle intenzioni piuttosto chiare)
- " ...si vabbè, ciao bella! " (eufemismo) E comincio ad uscire...

La palla di lardo mi rincorre, mi strattona e urla:
- " AHO! tu a me 'ciao bella' nun m'oo dici, sa? "
- " Ah, neanche quello ? Sei messa bene... "

Ed ecco, la nemesi. La buzzicona ha chiamato un "ciccio" della security, che - unico personaggio garbato della storia (...alle volte, gli stereotipi !) - mi ha accompagnato discretamente all'uscita, mentre un misterioso ragazzo allampanato, con due borse della CONAN sotto gli occhi e un evidente quanto recente passato di tossicodipendenza, spuntato dal nulla e precauzionalmente dietro le spalle del "ciccio", mi inveisce contro qualcosa sugli accattoni, su 'due-euri-che-per-fortuna-non-aveva-sennò-me-li-tirava', sulla 'ggente-che-lavora'...

Che siparietto di felice e simpatica verve, eh? Alla fine devo ringraziare di poter raccontare questo simpatico aneddoto tutto intero!

Erodoto avrebbe forse scritto una favola morale dal titolo "il Maiale e il Tafano".
Ma quale morale ne avrebbe tratto, lui ?

Per me, è che tutti sostengono che l'onestà e la civiltà non hanno prezzo.
Ma se gli togli due euro ti spaccano la faccia.

2008-05-19

colloquio di lavoro / 3


(da Tu, io e Dupree, Russo 2006)

facile come un bicchier d'acqua

Maccio Capatonda, sei un genio. Lo sai, si?

2008-05-18

storia (infame) di un progetto

Quando, nel 2005, si cominciò a parlare di un portatile pensato per i paesi poveri, dal costo di soli $100 (One Laptop per Child), pensai entusiasta di scriverne sul mio blog di allora.

Allora come adesso, non riuscii a "stare sul pezzo": rimasto per troppo tempo tra le Bozze, non ne feci più niente.
Fu un bene.

Adesso trovo su Zeus News una interessante cronistoria del progetto, che mi sembra utile riproporre.

Nelle intenzioni iniziali, il One Laptop Per Child (Olpc) sarebbe stato alieno dalle strategie di marketing, avrebbe avuto una manovella per ovviare alla mancanza di corrente elettrica e avrebbe montato il sistema operativo libero Linux.
Per strada, però, aveva perso la manovella ed era stato costretto a dotarsi di hardware migliore per sostenere il sistema.
Le multinazionali prima ridicolizzavano Olpc, poi fiutarono l'affare: sul mercato si affacciarono i primi progetti rivali, mentre le nazioni del terzo mondo non dimostravano poi grande interesse.
Addirittura
Intel aveva abbandonato il progetto, alleandosi con Microsoft per sviluppare Classmate, un computer portatile analogo.
Solo nel 2007 la fondazione Olpc potè finalmente avviare la produzione. Alcuni Stati come l'Uruguay, il Perù e il Messico hanno iniziarono a ordinarne degli esemplari, mentre altri come la Nigeria e la Libia preferirono soluzioni della concorrenza. Stati come il Brasile si organizzarono autonomamente, mentre l'India definì Olpc "pedagogicamente sospetto".
Nonostante le
mille difficoltà, tra cui il una tastiera coperta da brevetto, il progetto iniziò a marciare; intanto le defezioni continuavano e apparivano anche i primi problemi hardware, sempre per colpa della tastiera.
A sorpresa, infine,
Negroponte, l'ideatore del progetto, tradisce Linux preferendogli Windows e suscitando le preoccupazioni del mondo Open Source.
A questo punto l'accordo con Microsoft è ufficiale.

Un'iniziativa di integrazione e sviluppo mondiale, è finalmente diventata una grande azione di marketing.

mandarsele a dire...

A proposito dell'intervento di Marco Travaglio sulle lontane "amicizie pericolose" di Renato Schifani, segnalo un carteggio interno alle pagine web di Repubblica tra l'autore Travaglio e il vicedirettore Giuseppe D’Avanzo.

Lettura che mi sembra estremamente educativa.

2008-05-17

magicabula

Tra i grandi obiettivi del Ministero della Funzione Pubblica e Innovazione c'è anche la digitalizzazione burocratica, con l'azzeramento dell'uso della carta.

Anche la scuola è oggetto di questo piano strategico: le pagelle scolastiche, secondo il ministro, "dovranno essere lette su internet".
Il tutto, entro un anno e mezzo, al massimo due.

Anche qui, bello il proclama.
Come però da questo si possa passare a realtà, non è spiegato.
Ma non mancano i problemi.

Su quale piattaforma tecnologica dovrebbero essere inseriti i dati?
Logica vorrebbe che ci venissero stabiliti degli standard comuni, ma grazie all’autonomia scolastica, ogni scuola può predisporre i documenti di valutazione nella forma più opportuna. Con ovvi problemi di interscambiabilità dei dati.
(il CNIPA sta lavorando da anni ad una rete federale per la connessione dell’intera PA, centrale, regionale e locale...)


C'è poi un evidente problema di privacy, e di sicurezza dei dati in generale.
Se la carta sparisce, e l'unico documento che resta è elettronico, il sistema che li gestisce deve essere sicuro ed affidabile.
(Nella stessa Funzione Pubblica, al termine di una procedura d'acquisto svolta in forma telematica - il cosiddetto eprocurement - almeno fino al 2006 venivano stampate le distinte dell'atto, per poterle poi protocollare...)


C’è poi il problema dell’inserimento dei dati relativi a ciascun alunno, operazione particolarmente onerosa soprattutto nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, con migliaia di alunni e con l'inserimento per ciascun alunno di una dozzina di giudizi due-tre volte all’anno.
Chi lo fa? I professori? Gli amministrativi?
(Nel 2003 andavo in giro per le scuole superiori a fare corsi di informatica al personale docente, e ho visto gente prendere il mouse in modo che mai avrei immaginato...)

Però ci dicono che l'iniziativa è "figa", perchè ricalca la decisione del governo inglese dello scorso gennaio: entro il 2010, i voti di tutti gli alunni di Sua Maestà saranno online.

Ma la Gran Bretagna non è l'Italia.
Stiamo parlando di uno dei paesi europei con il maggior numero di connessioni Internet a banda larga, dove si calcola che entro pochi anni la stragrande maggioranza della popolazione comunicherà, pagherà le bollette e per l'appunto leggerà la pagella dei figli collegandosi alla rete.
E in ogni caso, il progetto prevede iniziative speciali per le famiglie a più basso reddito, per assicurarsi che tutti possano disporre di un computer e di un allacciamento a Internet, o perlomeno della possibilità di consultare regolarmente il web, in maniera che nessuno sia escluso dalla possibilità di ricevere la "pagella on line". Le comunicazioni avverranno quindi anche tramite email e all'occorrenza anche tramite sms telefonici.

Per questo, , due anni bastano per realizzare il progetto.
Da noi stiamo ancora a "caro amico..."

pensiero stupendo

Il neo ministro dell'Innovazione e della Funzione Pubblica Renato Brunetta, "professore bravo" (e modesto, a quanto pare) "che da trent'anni studia queste questioni", ha preso netta posizione contro i fannulloni della pubblica amministrazione.

Vanno semplicemente licenziati.

"Il sistema pubblico deve essere equiparato a quello privato premiando chi lavora bene e licenziando chi non lo fa. Bisogna puntare sugli incentivi come accade nelle aziende private". [Fonte: Repubblica.it]

A parte l'adozione da destra di un vecchio slogan della sinistra extraparlamentare ("Colpirne uno per educarne cento") che mi lascia interdetto, si tratta di una splendida idea.

Resta da capire SE verrà realizzata, e COME.

Intanto, la forma di rapporto contrattuale non è irrilevante. Anche nella PA abbondano gli atipici, i "consulenti" (che ipocrisia) che nonostante finiscano per fare le stesse cose dei dipendenti, e con gli stessi orari, pure non hanno l'obbligo della presenza. Io, ad esempio, entro tardi in ufficio...

Un'altra questione, più sottile, è questa: "Il vero problema non sono i 10-20 minuti per parcheggiare, potrei passare sei ore senza lavorare e nessuno mi direbbe niente".
Già...
Tra attività ad alto tasso burocratico, attività senza obiettivi, e attività senza strumenti, anche i più volenterosi finiscono nel pantano dell'immobilismo.
E in un contesto senza sistema premiante, dove la comunicazione è usata come forma il potere, dove viene apprezzata (e talvolta chiesta esplicitamente) la logica dell'adempimento piuttosto che quella del compito, la motivazione crolla.

Licenziamo i fannulloni.
Ma prima vediamo di capire come mai lo sono diventati, e nel caso licenziamo i loro dirigenti.

2008-05-16

mala tempora adveniunt...


Nell'ultima settimana sono 383 le persone, in gran parte con precedenti penali, arrestate dalla polizia. Gli stranieri sono 268.
L'attività, avviata il 7 maggio e coordinata dal Servizio operativo centrale (Sco) della Direzione centrale anticrimine (Dac), si è svolta in nove regioni e quindici province.

[Fonte: Repubblica.it]

Punire la criminalità è una bella cosa.
Mi conforta. Chi può essere contrario alla sicurezza?
Eppure....

Perchè queste retate avvengono solo adesso?
C'è stata forse una raccomandazione in tal senso da parte del nuovo governo?
Ed é rivolta solo verso gli stranieri, oppure l'inasprimento della repressione è ad ampio spettro?

La destra è davvero solo "justiz und polizei"?
E il centro sinistra, allora, è davvero così ambivalente verso la legalità, ancora contaminato da vecchie istanze antagoniste rivoluzionarie - tali da non poter assumere una posizione chiara ed equilibrata sulla sicurezza? Tuttavia è stato accusato di giustizialismo. Eppure ha varato l'indulto...

Oppure sono solo i massmedia che danno adesso maggiore visibilità alle normali operazioni di polizia? E perchè? Per puro ossequio al nuovo governo, o dietro esplicite direttive? In ogni caso, allora, siamo sicuri che l'informazione sia neutrale?

Quante domande...

adesso cacciamo anche lui

Una giovane romena è stata aggredita e stuprata da un 39enne italiano, A. A., che è stato arrestato dagli agenti della mobile.

La ragazza, dipendente di una cooperativa di servizi, aveva appena iniziato a fare le pulizie in un call center in zona Vescovio quando è stata aggredita alle spalle da un uomo che, minacciandola con un taglierino, l'ha costretta a subire violenza sessuale.

Le indagini, immediatamente avviate dalla Squadra Mobile, hanno consentito di identificare l'aggressore che è risultato essere il convivente della responsabile della cooperativa dove lavora la giovane.

[Fonte: Repubblica.it]

2008-05-14

legàmi

Odio la volpe del "Piccolo Principe".
Disperatamente, la odio. Perchè ha ragione.
Perchè ci insegna a soffrire.

Si doverebbe poter non desiderare.
Ma i desideri sono sogni... e non riesco a non sognare.

- "Che cosa vuol dire 'addomesticare' ?"
- "È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legàmi..."
- "Creare dei legami?"
- "Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.
La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò.
Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà illuminata.
Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica.
E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano... "

La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: "Per favore... addomesticami", disse.
- "Che cosa bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
- "Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino... "

Il piccolo principe ritornò l'indomani.
- "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".

Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, "... piangerò".
- "La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi... "
- "È vero", disse la volpe.
- "Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
- "È certo", disse la volpe.
- "Ma allora che ci guadagni?"
- "Ci guadagno il colore del grano".